Tempo verrà in cui, con esultanza,

saluterai te stesso

arrivato alla tua porta. – D. Walcott

LA DODICESIMA CASA

Con la DODICESIMA CASA si conclude il ciclo di esperienze che dobbiamo affrontare per giungere a una compiuta consapevolezza di noi come esseri individuali, sociali ed infine, in casa dodicesima, “universali”.

Tuttavia, poiché la sequenza delle case è un cerchio, il punto della fine coincide con il punto d’inizio di un nuovo ciclo di esperienze che, se tutto è andato bene, si svolgerà ad un livello di consapevolezza superiore, oppure riproporrà in forme diverse, ma nella sostanza uguale, i nodi rimasti irrisolti.

E’ implicito perciò nel genere di esperienze di dodicesima casa, il “fare esperienza” di qualcosa che inevitabilmente termina, ma che al tempo stesso contiene i germi di un altro inizio.

La casa sesta, opposta alla prima, è una casa di passaggio, di esperienze “critiche”, crisi che preparano il nostro “io” all’esperienza della relazione di casa settima, infatti  solo l’apprendimento, che si attua in casa sesta, della disciplina e dell’umiltà necessarie a superare tali “crisi” ci rendono capaci di sperimentare e vivere realmente una vera relazione. Le esperienze di casa sesta ci portano a conoscere noi stessi nella nostra natura più profonda: svanite le appaganti ed espansive sensazioni di casa quinta, il nostro “io” scopre la sua capacità di resistere, gestire e superare prove che, piccole o grandi che siano, non gli restituiscono mai l’alloro della gloria e del successo, ma lo costringono a un confronto che gli svela il nocciolo duro della sua personalità, e lo lasciano solo e nudo, senza i luccicanti vestiti indossati nelle case precedenti, pronto all’incontro con l’altro.

C’è  nella sesta casa una sorta di pulizia di tutto ciò che di superfluo e inutile l’io si è portato dietro dalla case precedenti. Allo stesso modo in casa dodicesima, che è la sesta dopo il discendente, c’è la medesima opera di pulizia e smaltimento di tutto ciò che di illusorio, superficiale ed insignificante l’io ha accumulato nelle case sopra l’orizzonte.

Nella decima e undicesima casa abbiamo avuto l’occasione di partecipare, contribuire, essere un membro della comunità, può darsi che abbiamo accettato passivamente ogni cosa, restando chiusi nel piccolo mondo delle nostre comodità, può darsi che ci siamo ribellati perché incapaci di ritagliarci un proprio spazio sociale, oppure possiamo esserci completamente identificati con la nostra posizione e, dominati dai bisogni collettivi, abbiamo soffocato la nostra natura.

In ogni caso in casa dodicesima ci troviamo necessariamente a confronto con  successi e fallimenti, di nuovo nudi e soli dobbiamo fare i conti con i fantasmi del passato, che neppure la nostra posizione e potere sociale (casa decima) o la fiducia ed impegno per un domani migliore (casa undicesima), possono mettere in fuga.

Esperienze di assoluta impotenza, di ineluttabilità, esperienze “fatali”, la cui causa completamente oscura sfugge ad ogni indagine, spogliano l’io delle sue vesti sociali, più o meno brillanti, perché di nuovo nudo e spoglio si prepari al successivo inizio.

Si riparte, ma se con qualcosa in più o in meno, dipende dall’uso che abbiamo fatto della somma delle nostre esperienze, di cui dobbiamo render conto in casa dodicesima. Nel primo caso i cerchi delle case formeranno una spirale in cui il centro è sempre lo stesso, mentre la circonferenza diventa via via più ampia, riflesso di una  maggiore  consapevolezza del significato del nostro esistere  in quel luogo e in quel tempo; nel secondo caso verrà data in forma diversa un’altra opportunità.

Il compito che le esperienze di casa dodicesima ci pongono è quello di concludere in modo significativo il processo avviato in casa prima, gli sforzi, le lotte, i successi e i fallimenti, sparsi come i pezzi di un puzzle lungo il percorso del ciclo si devono comporre in unico significativo disegno. E’ probabile che non tutti i pezzi del puzzle vadano a posto, quasi sempre resta qualcosa di non fatto, di lasciato in sospeso: in questo caso l’insegnamento che dobbiamo assimilare mediante le prove di casa dodicesima è imparare a lasciarci alle spalle il non finito, l’incompiuto, e concludere bene sulla base di ciò che è stato fatto. “Conclusione” che ci portiamo dietro ad ogni inizio, poiché non si riparte mai da zero, ma nelle promesse del nuovo ciclo c’è sempre e comunque l’essenza del vecchio. 

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