I legami più profondi 

non sono fatti né di corde né di nodi.

Eppure nessuno li scioglie. – L. Tze

LA QUARTA CASA

La cuspide della CASA QUARTA è l’inizio dell’asse che possiamo paragonare alla colonna vertebrale, la spina dorsale che ci permette di stare in piedi, il potere che ognuno di noi ha di realizzare concretamente la propria individualità.

La cuspide della quarta casa si chiama Fondo Cielo, è la nostra “mezzanotte”, il luogo delle radici che più affondano e si diramano nella terra delle origini.

La quarta casa rappresenta il settore di esperienze legate al senso di appartenenza, alla sicurezza di avere delle fondamenta sulle quali poterci soggettivamente innalzare senza correre il rischio di venire sradicati e volare via, come foglie al vento, senza rami di sostegno; in questo senso la quarta casa è “il tetto sopra la testa”, la protezione della nostra casa, e per estensione la patria.

Questo settore lo portiamo con noi in ogni età e dovunque andiamo: il segno alla cuspide indica con quale tipo di materiale sono fatte le radici di ognuno e quale genere di esperienze ci fanno sentire “a casa”.

Tradizionalmente rappresenta la famiglia, comprensiva dell’atmosfera che nella nostra infanzia abbiamo respirato all’interno del contesto familiare: ci possono essere più fratelli e ciascuno di loro avere una sensazione, un sentimento legato alla propria “famiglia/casa” completamente diverso l’uno dall’altro; ognuno di loro, secondo il segno presente alla cuspide del quarto settore,  coglierà e si sentirà particolarmente in sintonia con determinate correnti e vibrazioni tra quelle che contribuiscono a formare il  tessuto complessivo   della famiglia.

Sono le esperienze di quarta casa che ci conducono – o non ci conducono – a trovare il nostro centro, la nostra stabilità, è in questo settore che dobbiamo imparare a stare in piedi da soli, che spostiamo il baricentro della nostra sicurezza: non più la famiglia, la casa, o qualche altro surrogato di tali realtà, ma l’esperienza interiore della nostra soggettività e del proprio senso di appartenenza che dalle radici comuni a tutta l’umanità e attraverso quelle della nostra cultura e della nostra famiglia, si innalza, si differenzia e  diventa il nostro “porto sicuro”.

Il secondo quadrante dello zodiaco apre le porte al sentimento: la prima casa rappresenta l’impulso creativo, la spinta originaria che ci orienta ad essere quel particolare individuo, nella seconda casa scopriamo e facciamo uso delle risorse che possediamo per realizzare tale scopo, e poi nella terza facciamo esperienza dei limiti e delle opportunità che, date le nostre risorse, il nostro ambiente ci impone e propone: tutto questo in quarta casa viene integrato e stabilizzato e diventa, mediante esperienze fatte di sentimento, la particolare sostanza di cui siamo fatti. E’ infatti il sentimento di avere delle radici, il sentimento di appartenenza, che ci fa sentire radicati e non sradicati. La patria era davvero la “patria” fino a quando è stata anche un sentimento, adesso è una parola che ognuno sostanzia come può. E in modo apparentemente contraddittorio solo chi si sente radicato e ben saldo ha la possibilità di scegliere senza dubbio alcuno quali “radici” accettare e quali rifiutare.

La cosa in fondo è molto semplice: ce ne possiamo andare di casa e costruircene una propria, solo se di fatto abbiamo una casa e quindi un’origine ben strutturata e che ci ha strutturato e supportato; in caso contrario saremo sempre in cerca di una casa. 

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