Scrivere è viaggiare senza la

seccatura dei bagagli. – E. Salgari

LA TERZA CASA

La TERZA CASA è tradizionalmente “la casa dei fratelli, dei parenti, del circostante”, insomma  del nostro ambiente circostante.

Ma anche la seconda casa, quella dei “possessi”, ha a che fare con l’ambiente vicino, e così la quarta che si riferisce alla casa/famiglia. Ed è ovvio che sia così, poiché dal momento della nascita ogni esperienza che facciamo è frutto di un’interazione con l’ambiente, prima vicino, poi anche lontano. Nessuno nasce nel vuoto, c’è subito fin dall’inizio un piccolo mondo che stimola e ruota intorno a noi.

Dov’è, allora, la differenza tra l’ambiente della prima, della seconda, della terza casa, etc..? Non è una differenza di dimensioni che vanno aumentando mentre noi stessi evolviamo, ma è soprattutto una differenza di punto di vista, ciò che cambia non è tanto l’ambiente, quanto il risultato dell’interazione con tale ambiente, che una volta ci conduce alla scoperta dei nostri “possessi”, un’altra alla comprensione dei nostri “limiti”, e così via.

In sostanza, la stessa esperienza può produrre risultati diversi per quanto riguarda il tipo di consapevolezza  che abbiamo la possibilità di acquisire, poiché non è il tipo di esperienza ad essere determinante, ma il punto di vista, la nostra attenzione selettiva che vede ed estrapola dalla medesima esperienza cose diverse, secondo l’atteggiamento, i bisogni, le aspettative di quella singola fase.

Il cerchio delle case propone un modello di sviluppo che prevede una determinata successione, poiché per ogni settore di esperienza rappresentata, c’è un’età per viverla pienamente e raccoglierne i frutti migliori che dipende da fattori anagrafici, fisici e psicologici. Come il primo amore ha il sapore dell’adolescenza, se capita più tardi è meno incantato, così l’ortografia si impara facilmente entro i 12-13 anni, in caso contrario la fatica raddoppia e i risultati sono meno buoni.

Tuttavia ciascuno di noi affronta la ruota delle case come è indicato nel tema personale: di certo la percorreremo tutta, ma può darsi che esperienze di dodicesima casa, che è l’ultima, entrino a far parte della nostra vita prima del previsto, come succede se abbiamo una casa dodicesima abitata da molti pianeti, o al contrario possiamo scoprire le nostre radici raccontate dalla casa quarta molto tempo dopo rispetto a un percorso cosiddetto più tradizionale.

La terza casa è l’ultima casa del primo quadrante, una casa cadente quindi, la cui funzione è quella di mettere in relazione i contenuti delle prime due, ossia se la prima casa si riferisce alla scoperta di noi stessi e la seconda ai “mezzi” posseduti per esprimere ciò che siamo e a come li utilizziamo, la terza casa riguarda la comprensione del rapporto esistente tra queste due dimensioni: il senso soggettivo di noi stessi  e gli strumenti che possediamo per passare all’azione.

L’esperienza che in questa fase facciamo dell’ambiente ci rimanda un effetto retroattivo che ci fa comprendere come è meglio muoverci in tale ambiente, ci insegna cioè in quali modi dobbiamo impiegare le nostre risorse per conquistare il nostro spazio vitale e poter così esprimere noi stessi. 

L’ambiente più adatto e rispondente a procurare esperienze di questo genere, che procurino quindi l’apprendimento e la comprensione dei nessi, dei legami esistenti tra ciò che sentiamo di essere, i mezzi che possediamo per esprimerci e ciò che  realmente possiamo fare, è per forza di cose l’ambiente  vicino a noi: in questo senso la terza casa è la casa dei fratelli, dei coetanei, degli spostamenti brevi, degli studi inferiori, dei contatti e della comunicazione.

Ora facciamo un passo indietro. Nell’utero di nostra madre e per alcuni mesi dopo la nascita nulla è percepito come distinto da noi, tutto quanto è avvertito come un’estensione di quello che siamo, successivamente diventiamo consapevoli della separatezza del nostro corpo, scopriamo i suoi bisogni biologici, i suoi desideri e il tipo di risorse che ci sono state date per operare nel mondo al fine di soddisfare questi bisogni.

Si sviluppa il senso di separatezza fisica da nostra madre e quindi un senso di separatezza dal resto del contesto. Solo nel momento in cui abbiamo distinto noi stessi dalla totalità della vita possiamo cominciare a guardare e a capire quello che c’è intorno noi ed entrare relazione con quello che scopriamo. Stabilita un certo tipo di percezione della nostra forma fisica e dei nostri confini possiamo esplorare i confini e le forme delle cose esterne a noi, in questo momento raggiungiamo la terza casa d’aria della carta associata a MERCURIO e al segno dei GEMELLI, siamo sufficientemente sviluppati per esaminare l’ambiente a noi più vicino, per interagire con questo e per formare idee e opinioni riguardo a quello che incontriamo. A livello di sviluppo la terza casa corrisponde alla fase della vita quando incominciamo a gattonare e impariamo a parlare. Se ci sentiamo abbastanza sicuri (la percezione che la madre è in casa) e l’ambiente non è troppo repressivo naturalmente assaporiamo una maggiore indipendenza e autonomia, vogliamo crescere e esplorare. Associato a questo c’è lo sviluppo del linguaggio, l’abilità di comunicare, assegnare il nome alle cose: tutto ciò appare molto divertente però ironicamente questo aumento di autonomia e di capacità di esplorare il mondo ci mette al confronto con la sensazione frustrante di essere inadeguati e ancora piccoli, ci sono cose lì fuori che sono più grandi di noi e che possono farci paura, ci sono certe regole, limiti, alcune cose che siamo autorizzati a fare o a dire o che ci vengono addirittura richieste mentre altre cose che diciamo o facciamo sono accolte con una sculacciata: benvenuti nel mondo della relatività! Molti psicologi affermano che un reale senso di individualità non si sviluppa fino a quando non si è imparata una lingua: la tipica struttura del sostantivo-verbo di molte lingue aiuta il bambino che sta crescendo a distinguere il soggetto dall’oggetto, e in questo modo, l’attore si separa dall’azione. Di conseguenza il bambino comincia a essere più conscio di essere un’entità distinta. Attraverso il linguaggio il bambino entra nel mondo dei simboli, delle idee, dei concetti e per la prima volta è capace di immaginare sequenze e eventi oltre a ciò che è immediatamente acquisibile attraverso i sensi e il corpo. L’attenzione ora può essere focalizzata non solo su ciò che è presente ma anche su quelle qualità dell’esistenza che sono ipotetiche e astratte. In breve con l’avvento del linguaggio la mente libera e differenzia se stessa dal corpo. Tradizionalmente gli astrologi hanno associato la terza casa a quello che è chiamata la mente concreta e la nona casa opposta alla terza con la mente astratta. E le recenti ricerche scientifiche confermano quello che gli astrologi hanno sempre saputo, che la mente può essere divisa in due parti e che la parte destra e la parte sinistra del cervello corrispondono a due differenti attività mentali. La mente concreta della terza casa e associata a Mercurio governatore della sesta casa è analogo alle attività del lato sinistro del cervello che è legato al pensiero razionale, sequenziale e logico, la parte sinistra del cervello controlla quella parte di noi che può parlare, analizzare e classificare l’esperienza. La terza casa e la sua configurazione descrive il nostro stile mentale, come noi pensiamo ma con un particolare riferimento alle funzioni della parte sinistra del cervello, quindi pianeti e segni in terza casa rivelano la nostra relazione o il nostro atteggiamento riguardo alla conoscenza. Per esempio una persona con Marte in terza casa potrebbe equiparare la conoscenza al potere ma coloro con la Luna in questa casa potrebbero ricercare la conoscenza per la sicurezza che questa può assicurare per il senso di benessere e sicurezza che ottengono attraverso il sapere come funzionano le cose. Da bambini quello che pensiamo è il più delle volte legato a quello che noi troviamo nel nostro immediato ambiente. Segni e pianeti in terza casa indicano quello che c’era lì per noi. Come nel caso dell’ascendente e della prima casa le posizioni in terza rivelano la nostra predisposizione a percepire certi aspetti del contesto e a negarne o a non coglierne altri. Per esempio coloro con Venere in terza casa assimilano Venere dal loro contesto, naturalmente colgono gli aspetti maggiormente armoniosi e piacevoli di ciò che hanno intorno ma coloro che hanno invece Saturno tendono a cogliere gli aspetti più restrittivi e freddi del loro contesto e quindi ai loro occhi quello molto probabilmente non risulta essere un posto abbastanza sicuro nel quale muoversi liberamente. In questo senso le posizioni in terza casa descrivono sia cosa attribuiamo al contesto più immediato così come quello che noi assimiliamo da questo. Quello che vediamo è quello che noi portiamo dentro. Quello in cui inizialmente c’imbattiamo nel nostro contesto immediato sono i fratelli e le sorelle. La terza casa indica la nostra relazione con questi, così come con gli zii, le zie, i vicini, i cugini e altri ancora. Segni e pianeti in terza casa simboleggiano la natura dei legami tra noi e i nostri fratelli, oppure queste posizioni potrebbero essere una descrizione dei nostri fratelli, altresì queste qualità sono quelle che noi proiettiamo sui nostri fratelli. Per esempio Saturno in terza casa potrebbe significare che noi abbiamo fatto esperienza di una difficile e conflittuale relazione con un fratello o lo abbiamo visto come freddo e rifiutante o che abbiamo fatto esperienza di una parte di noi che è fredda e rifiutante attraverso di lui. E’ un dato di fatto sotto il profilo psicologico che, in un modo o nell’altro, noi costringiamo in modo coercitivo gli altri perché agiscano o prendano su di sé quegli aspetti della nostra psiche che abbiamo tagliato fuori. L’impulso della vita è verso la completezza e se non viviamo la nostra completezza allora dall’esterno porteremo dentro gli elementi mancanti.

“Energie” nella terza casa di cui non abbiamo ancora preso coscienza non scompaiono semplicemente, anzi trovano qualcuno o qualcosa nell’immediato contesto attraverso il quale manifestarsi.

Questioni instaurate con i fratelli o con le sorelle, se presenti, nella parte iniziale della vita possono ripetersi con un marito, una moglie, con i colleghi di lavoro e con gli amici in una fase successiva. La terza casa inoltre indica qualcosa riguardo all’esperienza iniziale scolastica, la scuola ci offre l’occasione di vedere come interagiamo con le altre persone al di fuori della famiglia e l’opportunità di paragonare quello che c’è stato detto dai genitori con quello che gli altri hanno da dirci.

Attraverso l’infanzia e la prima adolescenza (il periodo di tempo tradizionalmente associato a questa casa) noi assimiliamo molte informazioni che alla fine formano un codice di regole pratiche e delle verità sulla base delle quali diamo un ordine e un significato alla vita. Come noi affrontiamo questi non facili anni formativi è verificabile attraverso l’analisi della terza casa.

Nella mitologia Mercurio, il naturale governatore della terza casa, aveva il ruolo di distribuire informazioni fra i vari dei e così tutte le forme di comunicazione come lo scrivere, il parlare, i media sono sotto il governo di questa casa. La terza casa può tracciare connessioni tra un campo di studi o una branchia della conoscenza e un’altra e dirci se traiamo piacere nell’esplorare tutte le miriadi forme della vita.

Il tono e il colore della nostra esperienza riguardo ai viaggi brevi sono descritti attraverso questa casa. In generale un pianeta in una casa ci predispone ad incontrare il principio che simboleggia in qualsiasi dei differenti livelli rappresentati dalla casa. Saturno in terza casa per esempio può portare problemi con lo studio, con i fratelli e con i viaggi brevi qualsiasi sia la manifestazione esterna ma sia chiaro che trattasi di un’ ultima analisi sintomatica di una questione più profonda e sottostante: il desiderio di esplorare, scoprire e relazionarsi (terza casa) è legata alla paura e all’apprensione (Saturno) che bisogna far emergere perché sia esaminata e compresa.

Esiste una certa correlazione tra l’avere molti pianeti in terza casa e lo sperimentare frequenti cambiamenti di contesto durante gli anni della crescita: l’effetto di questi spostamenti sulla persona potrà variare in accordo con il resto della carta, alcuni potranno sviluppare un’eccezionale flessibilità e facilità di adattamento alle differenti situazioni mentre altri potrebbero difendere se stessi dal dolore di essere sradicati da rapporti stabili cercando di evitare di relazionarsi in maniera troppo profonda con qualsiasi persona. Questo atteggiamento, salvo che venga affrontato e gestito, potrebbe permanere per molto molto tempo. Altri possono compensare un’infanzia molto rocambolesca nel cercare in seguito una casa stabile a tutti costi.

In conclusione la terza casa descrive il contesto nel quale noi facciamo esperienza dell’immediato ambiente e a tal proposito è importante ricordare che il contenuto è una funzione del contesto: il modo nel quale noi percepiamo qualcosa determina come noi ci relazioniamo con questo qualcosa. Dal momento che spesso ci dimentichiamo il ruolo che giochiamo nel costituire il mondo è utile esaminare la terza casa e definire il contesto generale attraverso il quale noi tendiamo ad interpretare l’immediato ambiente circostante, diventando consci, per quanto possibile, dei preconcetti e dell’atteggiamento che sono suggeriti dalle posizioni in questa casa.

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