E’ proprio quando si crede che tutto sia finito,

che tutto comincia. – D. Pennac

L'OTTAVA CASA

L’ascendente indica la nascita, la prima manifestazione del principio di individualità che si realizza concretamente nelle case sotto l’orizzonte. In queste,  le relazioni che ciascuno di noi stabilisce con gli altri e l’ambiente hanno lo scopo di potenziare e facilitare il processo che ci porterà alla consapevolezza di essere unici e separati; il discendente invece indica la nascita del principio di relazione, ovvero il punto di inizio di una serie di esperienze centrate sulla relazione. Il tipo e i risultati della relazione che possiamo affrontare, portano a una trasformazione radicale sia della nostra coscienza, sia del nostro modo di vedere.

Il discendente perciò rappresenta per tutti noi una seconda nascita: gli altri cessano di essere uno sfondo, più o meno confuso ed omogeneo, che varia secondo i bisogni dell’ “io”, ma risaltano con precisi confini e ci coinvolgono in relazioni significative e produttive che hanno delle tangibili conseguenze nell’evoluzione della personalità individuale, la quale acquisisce un nuovo e  più completo senso di sé. Il discendente è quindi l’inizio di un nuovo processo e le case che vengono dopo, devono essere viste sia in relazione all’ascendente, cioè allo sviluppo della coscienza del nostro io in quanto essere unico e separato, sia in relazione al discendente, cioè allo sviluppo dell’ io in quanto membro di relazioni significative e produttive.

L’OTTAVA CASA è la successiva dopo il discendente e come la seconda si riferisce ai possessi: la seconda riguarda i possessi sia materiali, sia fisici e psicologici che ciascuno di noi si trova ad avere  alla nascita, e l’uso che ne facciamo per attuare le nostre potenzialità, l’ottava si riferisce invece ai possessi della relazione, a ciò che la relazione, di qualsiasi tipo sia, ha a disposizione per poter operare socialmente. In questo senso, come afferma la tradizione,  la casa ottava riguarda i beni del partner  o degli altri, in realtà sono i beni della relazione stessa che mutano secondo la natura del rapporto: possono essere beni materiali, come il denaro gestito nelle relazioni d’affari o ereditato nelle relazioni  famigliari, oppure beni psicologici come un ampliamento o  una totale trasformazione della coscienza, quali si producono in alcune relazioni  intime, intensamente coinvolgenti. 

Chiaramente la relazione possiede ciò che i membri coinvolti vi portano, tuttavia la somma di tali contributi non è uguale a ciò che la relazione ha a disposizione, poiché a tale somma si deve aggiungere la qualità del rapporto, l’atmosfera che circola tra i suoi componenti, e ciò appartiene solo alla relazione in quanto tale e può essere un fattore altamente positivo e produttivo o inibente e demolitore.

La questione fondamentale che le esperienze di casa ottava ci pongono è quale uso fare delle energie, delle risorse, del potere che la relazione formatasi in casa settima rilascia: è perciò tramite le esperienze di casa ottava che si concretizzano o meno le finalità della relazione. In sostanza sia la seconda sia l‘ottava casa riguardano l’uso e la gestione delle risorse, nel primo caso personali, nel secondo della relazione e perciò sociali.

Implicita e fondamentale in una gestione collettiva di beni, è la fiducia di ogni membro nell’onestà e responsabilità degli altri membri. La fiducia accordata, d’altra parte, concede potere, un potere invisibile proprio perché fondato sulla fiducia che non chiede né permessi, né rendiconti: è quindi facile abusarne e perseguire interessi personali invece di far valere quelli della relazione e dei suoi membri, per questo si dice che l’ottava casa è il settore del potere occulto, politico o mafioso o altro ancora, in ogni caso sempre manipolativo.

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