La vita è come un eco:

se non ti piace quello che ti rimanda

devi cambiare il messaggio che invii. – J. Joyce

L'UNDICESIMA CASA

In casa quinta, opposta alla CASA UNDICESIMA, il nostro “io” cerca tramite le esperienze di questo settore, di infrangere, abbattere, annullare i limiti e gli ostacoli che si frappongono alla libera e creativa espressione di sé: allo stesso modo in casa undicesima, che è la quinta dopo il discendente, l’io diventa il creativo strumento, l’interprete e il portavoce delle feconde potenzialità di evoluzione e progresso dell’umanità, nascoste e sepolte sotto la farraginosa coltre di strutture sociali statiche e  senza vita.

Casa dell’equilibrio contrapposta alla creativa quinta casa degli eccessi, così l’undicesima è descritta dalla tradizione: da questa sua caratterizzazione ne è conseguita un’immagine di calma e fredda diplomazia, mentre nelle esperienze di casa undicesima arde lo stesso fuoco e la stessa esaltante fiducia presenti nelle esperienze della quinta casa.

La creatività di casa undicesima non è l’espressione dell’immaginazione del singolo, ma l’espressione dell’immaginazione collettiva che risiede nelle numerose possibili alternative, tutte da inventare, di un mondo e un futuro migliori, alternative che sono inscritte e contenute  come potenzialità da trovare e svelare, nella stessa società  che si vuole cambiare.

In ogni tempo ci sono individui capaci di portare alla luce, leggere e tradurre in modo operativo  questi nascosti messaggi: tali individui diventano una specie di lente trasparente che mette a fuoco, riflette e sintetizza i germi dei futuri progressi, e allora il cuore, invece di battere per qualcuno, batte per un ideale, e l’ ”io” invece di trovare pienezza e appagamento nelle proprie creazioni, è nel condividere e portare avanti insieme  un ideale comune che  si appaga e trova significato. I sentimenti che nascono da tale comunanza di scopi e azioni sono alla base delle amicizie di casa undicesima, estranee ad attaccamenti puramente personali.

La casa undicesima viene dopo una casa angolare, è perciò una casa succedente come la seconda, la quinta e l’ottava, e come queste ha a che fare con la gestione e l’uso delle risorse e dei “possessi” che ciascuno di noi si trova ad avere in seguito alle esperienze delle precedenti case angolari: nella seconda  sono i “beni” che riceviamo in dotazione alla nascita, nella quinta è il potere di esprimere creativamente e valorizzare la nostra natura individuale, in casa ottava sono i “beni” della relazione e in casa undicesima sono i “beni” che derivano dal potere della nostra professione e della relativa posizione sociale.

In casa decima ci siamo concretamente confrontati con la nostra riuscita sociale: se l’esperienza è stata positivamente assimilata, in casa undicesima sviluppiamo una nuova visione e nuovi obiettivi per migliorare il nostro lavoro e la società in cui viviamo. In caso contrario, se l’adempimento ai nostri compiti è stato superficiale e passivo o ne abbiamo semplicemente goduto i privilegi, è probabile che le esperienze di casa undicesima si riducano alla ricerca di un qualche tipo di evasione sociale, in cui  risolvere la vera mancanza di significato del nostro senso di partecipazione sociale.

La questione fondamentale che le esperienze dell’undicesima casa ci pongono, è in quale modo i successi o i fallimenti di casa decima vengono integrati ed utilizzati per potenziare ed ampliare il nostro senso sociale. In casa undicesima scopriamo che quando il successo è fine a se stesso e non produce né un arricchimento, né una progettualità operativa rivolta al benessere della collettività, è più sterile di un fallimento usato creativamente per risorgere in modo nuovo.

Le soluzioni adottate in casa decima condizionano pesantemente le esperienze della successiva casa undicesima: se la posizione da noi raggiunta è vissuta unicamente nei termini del potere e del prestigio personale che da esso deriva, ci verremo a trovare stretti nella morsa delle richieste e delle aspettative che tale posizione comporta e che non può deludere: diventiamo perciò schiavi di un “ufficio” di cui si è persa la sostanza e che ci costringe a stare sempre all’erta e in guardia contro possibili nemici e cadute. E allora la casa undicesima è quella delle persone influenti che concedono  protezione e raccomandazioni.

Se d’altra parte il confronto con le esperienze di casa decisa è stato frustrante e negativo, ne può nascere in casa undicesima un ribelle rivoluzionario che riversa tutte le sue insoddisfazioni contro il sistema dal quale è stato escluso ed emarginato, e ricerca allora la compagnia di altri che come lui condividono le stesse delusioni e risentimenti. 

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