Eracle e il Leone di Nemea – Il Mito del Leone

Il Mito del LEONE: ERACLE e il LEONE di Nemea

Eracle è stato forse il più grande degli eroi. A differenza degli altri che facevano la loro eroica impresa e poi se ne tornavano a casa, Eracle ben dodici ne ha compiute di missioni impossibili. Un bel senso dell’io, non c’è che dire! D’altra parte era ancora in fasce, quando Era tentò invano di ucciderlo e balzando fuori dalla culla e afferrati con le sue manine due orridi serpenti, li strangolò.

Eracle era il frutto di una scappatella di Zeus con la mortale Alcmena. Era, moglie ufficiale di Zeus, sulle prime non l’aveva proprio digerita, anche se alla fine i due divini coniugi si accordarono: per ottenere l’immortalità che gli spettava, Eracle doveva andare al servizio del re di Tirinto e compiere le 12 famose fatiche. La prima fatica portò Eracle a Nemea, dove un terribile leone, invulnerabile ad ogni arma, terrorizzava la popolazione e devastava il territorio; nessuno aveva il coraggio di avvicinarsi alla sua grotta per tentare di abbatterlo. Giunto a Nemea, Eracle decise di introdursi nella caverna del crudele animale, convinto che per vincerlo l’unica soluzione era quello di chiuderlo all’interno della sua stessa tana. Purtroppo questa idea si rivelò vana in quanto la caverna era provvista di due entrate. A questo punto Eracle decise di chiuderne una e attendere che il feroce leone vi entrasse dall’altra parte per poi seguirlo all’interno. Tra Eracle e il leone vi fu una violenta lotta, dalla quale Eracle uscì vincitore, essendo riuscito ad abbattere il leone soffocandolo e lacerandone la pelle coi i suoi stessi artigli. Della pelle del leone Eracle ne fece la sua tunica e del cranio svuotato il suo copricapo, simboli della sua invulnerabilità.

La tradizione conferisce al segno del Leone parole come legalità, comando, bisogno di riconoscimento. Soffermiamoci però sul fatto che, come racconta il mito, lo scontro tra Eracle e il leone avviene all’interno della caverna, lontano da tutti e soprattutto lontano da qualsivoglia incoraggiamento Eracle possa ricevere dagli abitanti dei luoghi vicini. Eracle si trova quindi al cospetto dell’animale da solo, sé stesso è l’unica risorsa che ha a disposizione. Il leone feroce simboleggia il lato più istintuale: abbattendo la bestia Eracle abbatte e vince la parte bestiale che vive dentro di lui, lontana dall’equilibrio e dalla saggezza che accompagnano ogni uomo verso l’evoluzione personale. Abbattendo la parte aggressiva e selvaggia, Eracle vince il proprio “mostro” personale che anela al sostegno del pubblico, al beneplacito di tutti coloro che gli stanno interno. Questo mito insegna che l’approvazione non è cosa gratuita, me che deve essere conquistata e meritata.

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Questo articolo ha un commento

  1. Nicoletta

    Eracle aveva un coraggio sovraumano oltre la competenza di se stesso

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