Ci sarà la luna.

 Ce ne sta già un po’.

Ecco che pende piena

nell’aria.

E’ Dio, probabilmente,

che con un meraviglioso

cucchiaio d’argento

rimesta la zuppa di pesce

delle stelle.

 

 V. Majakowskij


INTERVISTA ALLA LUNA


“Io sono vostra Madre, la vostra Creatrice, in Me sono racchiuse le vostre emozioni più intime. E’ con Me che reagite alle situazioni della vita utilizzando le vostre predisposizioni inconsce."

 

L’intervista mi viene concessa immediatamente, mai tanto affetto mi aveva così accolto, facendomi sentire proprio a casa mia.

 

- Io: “Buongiorno Grande Madre, la ringrazio infinitamente per la sua ospitalità.

 

- Luna: “Non devi ringraziarmi figliolo, sei il benvenuto nella mia dimora, per te la porta è sempre aperta.”

 

Imbarazzato da tanta cordialità distolgo lo sguardo e noto che tutto è al suo posto, la casa perfettamente in ordine e curata in ogni suo punto, ma ciò che più mi colpisce è il calore che affonda nel mio corpo e che ha il profumo del candido latte che si percepisce immediatamente dalla pelle di un neonato.

 

- Io: “Posso farle una domanda?”

 

- Luna: “Certamente, sei qui per questo. Ti chiedo solo di non ferirmi, lo sai che sono molto fragile.”

 

- Io: “Mi piacerebbe capire come fa Lei ad entrare in così profonda empatia col suo prossimo.”

 

- Luna: “Mi viene spontaneo, è una dote naturale. Mi emoziono facilmente, e questo va oltre il mio controllo. Lo faccio prima di tutto al cospetto dei miei cari e poi, conseguentemente con le persone che incontro sul mio cammino. Ho sempre bisogno di trovare certezze e tranquillità dal punto di vista emotivo e cerco di farlo mediante quel senso di appartenenza che rincorro sempre con tutte le mie forze e che cerco di difendere ad ogni costo…”

 

- Io: “Mi perdoni se la interrompo, ma tutto ciò non le sembra un po’ eccessivo?”

 

- Luna: “Eccessivo? Assolutamente no! Io ho il compito di contenere, di supportare, di prendere per mano e accompagnare i miei figli verso una strada sicura.”

 

- Io: “Certo, ma ha anche il dovere poi di lasciarli andare, di far sì che possano camminare con l’ausilio delle proprie gambe.”

 

- Luna: “Hai una strana concezione del dovere ragazzo, lasciatelo dire! Non posso sprecare energie inutili soffermandomi a pensare e ripensare come fa quell’antipatico di Saturno."

 

- Io: “Ma Madre, un pizzico di razionalità è necessaria per…”

 

- Luna: “ E’ necessario voler bene, armonizzare i rapporti con gli altri, accudire e nutrire la prole…ecco cosa è necessario. Bisogna ascoltare le proprie emozioni, le proprie sensazioni, i propri sogni. Si deve cercare la fusione dei sentimenti, l’amalgamazione delle anime. Il resto non mi riguarda."

 

Rimango affascinato ma perplesso.

 

- Io: “Non crede di essere un po’ troppo fagocitante?

 

- Luna: “Fagocitante? Assolutamente no! Io sono l’alba degli affetti, il preludio dell’amore maturo, da me scaturisce la capacità dell’uomo di far buon uso dei suoi più profondi sentimenti.”

 

- Io: “Non si corre il rischio di perdere di vista l’aspetto pratico di…”

 

- Luna: “L’aspetto pratico? Assolutamente no! E poi che importa, per quello ci pensa quell’indisciplinato di Urano."

 

Non so che dire di fronte a tanta grinta. Mi alzo nel tentativo di congedarmi, mentre Lei prende delicatamente la mia mano.

 

- Luna: “Stai già andando via figliolo?"

 

- Io: “Si madre, devo tornare a casa."

 

Mi fissa. I suoi occhi sono un misto di gioia e dolore.

 

- Luna: “Tornerai presto a trovarmi vero? Vero che lo farai?

 

- Io: “Certamente Madre.”

 

- Luna: “Aspetto con ansia il tuo ritorno. Sai anche tu che devi ritornare. Ti prego…torna…se davvero mi vuoi bene…”