Tutto ciò che ci irrita negli altri, può portarci a capire noi stessi - C. G. Jung


LA PROIEZIONE: alla ricerca dell'intrgrità


Ci sarà sicuramente capitato di avere pensieri, desideri, sogni, ambizioni, aspirazioni, che abbiamo trasferito su altre persone. E sicuramente non ce ne siamo resi conto, poiché trattasi di una PROIEZIONE, ovvero di un meccanismo PSICHICO DIFENSIVO che riflettiamo all’esterno, poiché da noi inconsciamente rifiutato, non riconosciuto, in qualche modo obliterato.

 

Questo avviene perché il pieno raggiungimento delle nostre consapevolezze nella loro totalità è un processo lento e progressivo, che si propone a poco a poco durante tutto il percorso evolutivo. Da qui si innesca un meccanismo psicologico basato sulla proiezione che per quanto da molti dissacrata, risulta in realtà essere un’ OCCASIONE importantissima per provare ad entrare in relazione con quelle parti di noi che inesorabilmente ci appartengono e che fino a un dato momento non emergono a livello cosciente, poiché trattasi di un qualcosa che ci infastidisce - seppur ne siamo i legittimi proprietari - e perciò tendiamo a rinnegarlo.

 

Quindi, per fare un esempio, quel sarcasmo col quale talvolta rispondiamo a una data situazione e che troviamo come elemento ridondante in un nostro amico – elemento che di lui ci irrita alquanto – in realtà altro non è che una caratteristica che ci appartiene e che la nostra mente ha deciso di non riconoscere, poiché è un ingrediente che non ci fa piacere possedere. Di conseguenza lo viviamo attraverso l’altro, mediante una proiezione che ce lo propone distintamente e che, di volta in volta, lo porta a un livello di coscienza sempre più visibile, fino a quando non siamo pronti a comprendere che quella parte provocatoria che emerge tramite l’altro è semplicemente qualcosa di nostro, che fino a questo momento abbiamo disconosciuto poiché non gradevole, tedioso, seccante.

 

Andare incontro a persone che hanno questo inconsapevole compito, significa avere la preziosa possibilità di RIDURRE LA DISTANZA tra noi e le nostre parti negate. Il passo successivo spetta a noi e a noi soltanto e riguarda il riconoscimento di tale dinamica, onde evitare di credere che ci sia qualcosa esterno che ci ostacola continuamente. E soprattutto per concederci di identificarci nella nostra piena INTEGRITA’. E chiaro quindi che in qualsivoglia situazione che siamo chiamati a vivere, esiste in un certo senso qualcosa di nostro, anche quando pensiamo che sia molto lontano, proprio perché quanto più ci sembra distante, tanto più la dinamica è oltremodo influente e profonda.

 

Tutti noi siamo soggetti a questo sofisticato meccanismo psicologico: iniziamo il nostro percorso su questa terra con un innumerevole quantitativo di proiezioni, alcune delle quali, durante la nostra crescita, trovano una loro collocazione poiché arriviamo a riconoscerle. Ma è pur vero che tale riconoscimento non è immediato: al contrario il tempo per la chiarezza può essere notevole. Chiarezza con la quale cominciamo ad avere un approccio nel momento in cui iniziamo a domandarci PERCHE’ certe situazioni ci si ripresentano identiche, se non nella forma, comunque nella sostanza.

 

E il TEMA NATALE di ciascuno, mediante un’attenta lettura delle case astrologiche in esso contenute, è in grado di sviscerare questi meccanismi, dandoci un contributo importante per confrontarci con quelle parti lasciate nell’ombra, che non possiamo o non abbiamo la volontà di riconoscere poiché non sono ancora state integrate nella nostra personalità.