L'uomo è un Sole. I sensi sono i suoi pianeti - Novalis


IL VIAGGIO DEL SOLE


Non è semplice stabilire quanta strada può aver percorso l’ASTROLOGIA negli ultimi decenni. Di certo molte cose sono cambiate. Chissà se è merito di Plutone, di Urano o di quale altro “signore celeste”, o più semplicemente se dobbiamo alla mente dell’uomo tale cambiamento. Ad ogni modo grazie al cielo – è proprio il caso di dirlo! – oggi alcuni tra i tanti studiosi di questa disciplina guardano la CARTA NATALE in termini di crescita e trasformazione.

 

In passato era scontato utilizzare l’astrologia facendo riferimento unicamente ad avvenimenti esterni, dai quali l’individuo ne risultava nient’altro che potenziale vittima, incapace di avere un controllo sulle proprie esperienze. Di conseguenza gli astrologi vantavano la capacità di poter predire, fornendo ad un pubblico sciocco e ignorante una serie di consigli e soluzioni oltremodo semplicistiche a ciò che oggi tutti noi consideriamo complessi problemi di natura psicologica. Nella migliore delle ipotesi gli astrologi tradizionali erano persone mosse dalla loro buona fede, che li portava ad esprimersi mediante innocue predizioni e a descrivere il carattere in maniera superficiale; nel peggiore dei casi tendevano a far nascere paure sfruttando le insicurezze e le fragilità di chi pagava (a caro prezzo) la loro consulenza. E’ vero che ancora oggi non possiamo dire di essere totalmente sprovvisti di tali figure, ma è pur certo che purtroppo ogni categoria conserva la propria fetta di ciarlatani. La maggior parte delle predizioni a proposito di incidenti, divorzi, malattie, eredità e quant’altro era atta unicamente a creare un rapporto di dipendenza nei confronti dell’astrologo, che ad ogni modo restava incapace di anticipare esattamente la natura degli eventi e le loro circostanze, ma soprattutto quali ripercussioni avrebbero avuto sulla persona interessata, poiché gli era impossibile esplorare tramite la lettura della carta natale il significato profondo di un dato accadimento, lo scopo, le opportunità che offriva a livello di crescita personale e per il raggiungimento di nuove consapevolezze. C’era scarsissima propensione nei confronti di una lettura finalizzata ad estrapolare la vera profondità impressa nella carta che è ciò che sta alla base del comportamento pratico di ciascuno di noi; il carattere era considerato immobile, immutabile o magari appena modificabile ma a condizione che i consigli dell’ ”esperto” fossero seguiti alla lettera.

 

Carl Gustav Jung, famoso psicoanalista svizzero, fu uno dei primi a riconoscere all’Astrologia il suo grande potenziale: egli arrivò a considerarla uno strumento molto valido per esplorare gli abissi della psiche umana. In diversi scritti manifestò profondo rispetto per questa disciplina: “Debbo dire – disse – che assai spesso ho riscontrato che i dati astrologici chiarivano certi punti che, diversamente, non sarei stato capace di comprendere”. Jung poté constatare tramite le sue analisi che vi erano molti casi ricchi di analogie tra moti planetari ed eventi psicologici e in un intervista del 1954 dichiarò: “Ci si può aspettare con ragionevole certezza che una particolare e ben definita situazione psicologica sarà accompagnata da un’analoga configurazione astrologica”. E l’attenta osservazione da parte di Jung di ripetute correlazioni tra fenomeni psicologici e dati astrologici lo portò a formulare la sua teoria della SINCRONICITA’: con questo termine egli faceva riferimento alla simultaneità di un certo stato psichico con uno o più eventi esterni; conseguentemente prese sempre più sul serio i fenomeni sincronistici che stavano alla base dell’astrologia e divenne ancor più convinto che quest’ultima funzionasse proprio in virtù della sincronicità, e cioè che la struttura psichica di una data persona si trovasse in “significativo parallelo” con le posizioni planetarie al momento della sua nascita.

Da quel momento questa straordinaria disciplina cominciò a fare grandi passi avanti e Dane Rudhyar fu uno dei primi a riconoscere che astrologia e psicologia umanistica potevano perfettamente amalgamarsi: la carta del cielo infatti poteva essere usata come valido strumento per analizzare la complessità di quel mondo interiore che gli psicologi umanisti si accingevano ad esplorare in maniera sempre più profonda. L’approccio di Rudhyar è incentrato sulla persona in quanto la carta natale racchiude nella sua unicità l’insieme delle potenzialità di un individuo: nessun pianeta è buono o malvagio e gli accadimenti personali si manifestano a ciascuno di noi con scopi precisi, che conducono inesorabilmente alla crescita e all’autorealizzazione. Egli era convinto che nel tema natale fosse racchiuso lo scopo della vita di ciascun uomo. Nulla succede per caso e l’astrologia umanistica non deve preoccuparsi semplicemente degli eventi come faceva (e continua a fare) quella tradizionale, ma di ciò che tramite suddetti eventi l’individuo percepisce, come li affronta, il fine degli stessi. E soprattutto perché! Quindi i transiti planetari e le progressioni non sono nemici da sconfiggere, ma rappresentano delle opportunità, delle manifestazioni esteriori di tipo sincronistico, particolari momenti della nostra vita che se da un lato ci mettono a dura prova, dall'altro ci portano a confrontarci con i nostri lati oscuri, con le parti di noi mai utilizzate pienamente, pronte ad emergere dal profondo abisso per essere esplorate, trasformate, consapevolmente integrate. Difficile? Si, molto. Ma fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi codificati nel tema natale di ciascuno.

Il fine dell’Astrologia Umanistica è quello di fornire un valido aiuto a ognuno di noi per la scoperta della nostra vera essenza. Ciò è racchiuso in un codice impresso nella carta di nascita che non è mai da considerarsi bella o brutta, positiva o negativa, ma in una sola parola la più “conveniente” per il soggetto in questione. E sempre all’interno della carta natale possiamo entrare in profondo contatto con quello che è il nostro progetto di vita e verificare, se così si può dire, se siamo in linea con lo scopo ultimo della nostra vita: se nella tela stiamo tristemente guardando un immagine infelice e confusa oppure ammirando il colorato disegno che rappresenta in maniera adeguata la nostra avventura su questa terra, l’affascinante viaggio dell’esistenza, un vascello con le vele spiegate che ci conduce verso la giusta rotta.

 

L’astrologia perciò non deve basarsi sulla banale previsione, ma deve essere considerata un eccellente strumento per rivelare quella parte “divina” che risiede nella profondità meravigliosa di ciascun essere umano.

 

Questo sito ha lo scopo di fornire il suo contributo affinché chi vorrà esplorarlo abbia la possibilità di imbattersi in un’astrologia di tipo umanistico, differente da quella che comunemente conosciamo, fatta di banali previsioni allo scopo di richiamare l’attenzione dei più creduloni e condizionabili. La previsione qui non esiste, non è cosa che ci compete, lasciamo al Signore dei cieli questa onnipotenza. Qui si analizza, si studia, si interpreta, si studia ancora. Il fine è quello di utilizzare al meglio questo prezioso strumento d’introspezione poiché tramite la carta natale possiamo, come già detto, entrare maggiormente in contatto col nostro universo interiore, per meglio comprendere di che pasta siamo fatti, per renderci più capaci di tenere ben saldo tra le mani il timone e dirigere le esperienze che facciamo su questa terra verso la giusta direzione. Si tratta di un modo per analizzarsi, per meglio capirsi, per tentare di trovare delle risposte in merito a tutto ciò che fa parte di noi, che risiede all'interno dell'anima e che si traduce nel corso del nostro percorso evolutivo in quello che astrologicamente parlando viene definito il “PROGETTO” della nostra vita. Per capire come siamo e soprattutto perché siamo così.

 

Quindi qui si parla di astrologia nella maniera più chiara possibile: è un invito alla lettura e allo studio di un codice ricco di simboli che rivela, mediante un attenta valutazione, la nostra anima meravigliosa, unica ed irripetibile. Per chi già la “mastica”, per chi la studia da anni. E anche con chi non ne sa proprio nulla ma vuole imparare.

 

Ci attende una lunga traversata. Benvenuti a bordo!