Non abbiate paura dell'ombra. E' lì a significare che vicino, da qualche parte, c'è la luce che illumina

R. E. Renkel


SEGNI ZODIACALI: L'ESSENZA DELLA NOSTRA ANIMA


 

 

- “Sei esageratamente ordinato!”

 - “Dici?”

 - “Certo! Troppo metodico, analitico, pedante. Ti perdi sempre in mille inutili dettagli.”

 - “Forse hai ragione tu. Ma non è colpa mia, lo sai che sono una Vergine.”

Ed è proprio così che nell’immaginario collettivo le persone appartenenti al segno della Vergine sono viste come metodiche e ordinate, quelle dell'Ariete coraggiose e impulsive, quelle del Toro pazienti e ostinate, quelle del Cancro dolci e sensibili, e via di seguito, a ciascuna i propri vizi e le proprie virtù. Ma in realtà le cose non stanno esattamente in questo modo. Riuscire a realizzare ciò che la posizione del proprio Sole in un determinato settore del tema natale suggerisce, è una cosa tutt’altro che semplice. Il Sole rappresenta il nostro bisogno di auto-espressione, ci indica quale tipo di strada dobbiamo percorrere per riuscire veramente a diventare ciò che a livello intimo sentiamo di dover essere. Detto questo bisogna tener presente che appartenere al segno della Vergine non necessariamente vuol dire essere pratici, pignoli, regolari e tutte le altre caratteristiche che comunemente e in maniera alquanto superficiale gli vengono attribuite; significa invece che se si appartiene a tal segno e non si riesce ad affermare sé stessi quasi sicuramente si diventerà un individuo interiormente frustrato, insoddisfatto, al quale sembrerà di aver tradito sé stesso, senza aver avuto modo di sapere di quale “sé stesso” si sarebbe trattato. E quanto detto vale per tutti i dodici segni zodiacali poiché per ciascuno di questi esiste una precisa meta da raggiungere, una sorta di “destino” che non può essere eluso. Talvolta capita di vivere periodi in cui la vita scorre senza intoppi di sorta, magari otteniamo anche dei successi che dovrebbero teoricamente portare gratificazioni, ma invece di sentire la felicità intorno si avverte un senso di vuoto, di disorientamento, atto a non rendere possibile un pieno e giusto godimento del momento. E’ probabile, in tal caso, che la voce del Sole non sia stata adeguatamente ascoltata, o addirittura è stata da noi disconosciuta e persino tradita. Al contrario può succedere di incontrare persone che non hanno niente che giustifichi la serenità e la pace che vivono e trasmettono, eppure è così, stanno bene, perciò le si osserva come fossero mosche bianche e ci si arrovella nel tentativo di capire come possono apparire in quel modo quando invece la loro esistenza è (quantomeno ai nostri occhi) tanto misera e dolorosa. Forse non siamo in grado di vedere oltre la maschera dell’apparenza eretta dalla società che per tutti prescrive la stessa ricetta di felicità, senza fare distinzioni di sorta tra le mete e gli obiettivi che ognuno di noi deve raggiungere per sentirsi compiuto, che sono scritti in modo alquanto misterioso nella carta di nascita e nel DNA di ciascuno. Scoprirlo per poi perseguirlo è lo scopo della vita di ognuno e il Sole ci indica il cammino, la direzione da seguire che conduce verso la realizzazione dell’IO, del progetto della nostra vita. Le strade possono essere molteplici e la scelta di una di queste strade piuttosto che di un’altra conduce allo stesso tempo verso la realizzazione della nostra piena libertà.

 

L’astrologia raggruppa i dodici segni in quattro elementi: FUOCO, TERRA, ARIA, ACQUA. Ciascun elemento rappresenta un fondamentale tipo di energia presente in ognuno di noi e attraverso la lettura della carta natale possiamo individuare quale energia e più facile da esprimere e quale invece dovremo cercare di integrare attraverso le esperienze che la vita sarà in grado di proporci. L’eventuale carenza di un dato elemento non sta a significare che la rispettiva energia è assente, ma che tende a manifestarsi in maniera inconscia.

 

I segni di Fuoco sono intrepidi, eccitabili, possiedono una profonda fiducia in sé stessi e si esprimono con entusiasmo e impulsività. Si muovono nel mondo con forza ed estroversione, credono fermamente nella propria libertà d’espressione fatta di onestà e schiettezza. ARIETE, LEONE e SAGITTARIO fanno parte di questo gruppo.

 

I segni di Terra ricercano una sintonia col mondo fisico, hanno un forte sviluppo dei sensi e abilità innate nell’utilizzo del mondo materiale. Agiscono con disciplina, praticità e pazienza. Aspirano a uno spazio definito nel mondo, poiché il concetto di sicurezza è una costante irrinunciabile. TORO, VERGINE e CAPRICORNO fanno parte di questo gruppo.

 

I segni d’Aria vivono attraverso la mente, si muovono con distacco e rincorrono sempre una visione delle cose chiara e definita. Desiderano comprendere, verbalizzare, comunicare. Hanno un forte bisogno di relazione, di socialità e di un approccio razionale ed equilibrato in ogni cosa che fanno. GEMELLI, BILANCIA e ACQUARIO fanno parte di questo gruppo.

 

I segni d’Acqua sono sempre a contatto con i più profondi sentimenti. Possiedono una grande sensibilità psichica, forti doti empatiche e capacità riflessive. Si proteggono dalle influenze esterne e cercano di restare saldi a tutta una serie di legami con cui tendono a creare una dipendenza. CANCRO, SCORPIONE e PESCI fanno parte di questo gruppo.

 

Di seguito vengono proposti i dodici segni zodiacali, una breve parentesi, un modo semplice di interpretarne soprattutto il lato oscuro in una forma un po' ironica che non è però da intendersi in maniera unica e assoluta, poiché come già precisato anche se siamo del segno dei Pesci piuttosto che del segno del Leone o della Bilancia, ciò non significa che tutte le simbologie del segno debbano adattarsi a ciascun individuo in maniera perfetta, poiché ciascuno viene “definito” oltre che dal segno solare, anche dagli altri nove pianeti fino ad ora scoperti, che tutti insieme, combinati tra loro, fanno di noi ESSERI UNICI e SPECIALI.


ARIETE - io sono il primo

 

"Ecco la reviviscenza,

 l'entusiasmante risveglio.

 

 Dall'oscurità riporto la vita

e con essa

 ogni cosa riaffiora.

 

Giungo per primo:

 dopo di me tutto il resto."

Largo, fatemi spazio…sapete benissimo che devo arrivare per primo! In fondo sono io quello che ha una prorompente energia e straordinarie doti competitive che nessun altro possiede. E sono sempre io a dare il via al ciclo naturale, è con me che la natura comincia a mostrarsi in tutta la sua magnificenza. Certo, posso apparire un po’ aggressivo, magari un tantino incosciente, forse - e dico forse - leggermente azzardato, ma dovrò pur incanalare l’energia che ho in corpo e soddisfare quell’incontrollato bisogno primordiale che mi fa agire con un impulso indomabile. Di sicuro lo faccio in maniera irrazionale, bruciando tutte le tappe e riuscendo a trattenere ben pochi insegnamenti, mostrandomi così per quel che sono in realtà: inconcludente e dissennato. Credo proprio che nel corso della mia vita dovrò imparare a porre un freno a tali impulsi aggressivi, ricercando all’interno della mia anima i suggerimenti emotivi di cui esse stessa vuol farmi dono. Devo smetterla di vedere sempre di fronte a me un nemico da sconfiggere, lottando contro di lui e facendo esplodere tutta la mia rabbia, poiché in realtà il nemico a cui alludo è quello che risiede dentro di me e che temo possa imprigionarmi. E’ proprio vero quindi che ce l’hanno tutti col sottoscritto o si tratta di una fastidiosa proiezione? La mia natura mi porta ad attaccare, a sfidare, a lottare con coraggio, lealtà e determinazione nei confronti di qualcosa o qualcuno da abbattere. E attraverso questo meccanismo puramente istintivo devo imparare a dirigere la mia vita progettando di raggiungere un vero significato personale, prendendo coscienza della mia autorevolezza e delle mie capacità intrinseche, canalizzandole nel modo giusto, con costanza e pazienza, ponendo di fronte a me obiettivi ben definiti. Non posso continuare in eterno a soddisfare un eccitante impulso che mi fa iniziare ogni cosa in maniera avventata e superficiale, ma ascoltare il mio cuore, riducendo ai minimi termini aggressività e sospetto nei confronti del mondo intero. Per quanto possa per me essere cosa ardua, oltre che lontanamente concepibile, devo ricercare dentro me una causa profonda per la quale lottare. Solo così potrò riconoscere il mio valore personale e guadagnarmi quel senso di autostima di cui ho bisogno, al fine di estraniarmi dalla disorganizzazione, dall’inconcludenza, dai colpi di testa. Poiché è proprio dalla testa che tutta questa grande energia deve essere incanalata, la testa deve mettersi al lavoro prima ancora dell’azione col compito di suggerire, indirizzare, convogliare.

 

Ora devo scappare, ho una battaglia da combattere. E da vincere!


TORO - io mi nutro

 

 "Lentamente masticare l'esperienza

 

per dividere

 

il dolce dal salato

 

e con calma apparente

 

verificarne il sapore."

Calma ragazzi, non fatemi tutta questa fretta! Sapete bene che sono un tipo lento e che ho bisogno del mio tempo per arrivare, qualunque sia la destinazione. E poi vi confesso che stavo mangiando, impegnandomi sodo in questo faticoso ma necessario lavoro, con la testa infilata dentro la dispensa. Lo so che cosa state pensando, si tratta di un compito ingrato, ma qualcuno dovrà pur farlo. Non ci sento molto bene, ma la mia vista funziona alla perfezione e a giudicare dalla vostra espressione sembra proprio che mi stiate accusando di ingordigia. Ebbene, probabilmente avete in parte ragione, non posso masticare in eterno. Dovrei in effetti prendere le distanze da quell’egoismo che mi rende ingordo e possessivo, cercare di vedere anche ciò che si trova al di là del mio naso, togliere i paraocchi e utilizzare le lenti che la natura mi ha fornito per trovare quelle sicurezze personali all’interno di me stesso. Anche perché devo tenere conto del fatto che se continuo a inglobare e a trattenere avvolto dalla brama di possesso, corro il rischio di firmare la mia condanna alla sofferenza più straziante proprio per voler trattenere ciò che di fatto non mi appartiene. Nel corso della mia vita si rende per me necessario imparare che la mia vera realizzazione prende forma da quelle sicurezze che risiedono dentro me, non da ciò che c’è fuori. Essere e avere sono due cose ben distinte, non posso far mio tutto ciò che compare alla vista, poiché quel che veramente mi appartiene posso trovarlo esclusivamente dentro la mia anima. Solo così potrò riconoscere le mie vere sicurezze, utilizzare al meglio le mie risorse e costruirmi una base solida che mi aiuti a convogliare la mia energia verso il mondo, e non a trattenerla in maniera egoistica e cocciuta. Purtroppo i miei istinti sono difficili da controllare e spesso si traducono in gelosia, rabbia, irrazionalità. Talvolta posso essere anche un tantino ostinato, forse perché ho la cattiva abitudine di vedere solo ciò che voglio, lasciando fuori tutto quello che mi può rendere inquieto e minare le mie sicurezze. Eppure, pensandoci bene, non sono solo le mie cose che contano, ma anche ciò che non mi appartiene – strano a dirsi – può avere un gran valore.

 

Come dite? Non sento bene...d’accordo, per quella somma di denaro che mi avete prestato l’anno scorso mi darò da fare, cercherò di restituirvela al più presto. Sapete, la mente gioca brutti scherzi...non so per quale ragione lo avevo proprio scordato...


GEMELLI - io mi diverto

 

 

"Conoscere è la sola cosa che conta.

 

Ma per riuscirci devo saper collegare.

 

Far combaciare le facce

è lo scopo primario, 

  

poiché la medaglia è sempre la stessa".

Parole, parole, parole, soltanto parole, parole tra noi... Mi ritrovo spesso a canticchiare questo intramontabile brano, si tratta del mio preferito. A dire il vero amo qualsiasi cosa abbia a che fare con la comunicazione. So un sacco di cose, sono un pozzo di informazioni, conosco sempre l’ultima notizia, l’ultima canzone, l’ultima barzelletta, l’ultimo segreto da non rivelare. Un autentico oratore, senza peli sulla lingua. Si, è vero, capisco che cosa intendi, non dimenticare che ogni tanto anch’io so ascoltare. Lo so, parlo di tante cose, salto di palo in frasca, riesco ad argomentare per ore ininterrottamente senza neppure prendere fiato, e il mondo intorno a me sembra anche ascoltarmi, incuriosito dalla moltitudine dei miei argomenti, divertito dalla mia ironia, dalla mia leggerezza, dalla mia innata vivacità.  Ma in realtà, seppur con tante parole, non concludo molto, e comunque non tratto mai veramente di me, di ciò che sento dentro il mio cuore, delle mie emozioni profonde, dei miei stati d’animo. Non abbandono mai la parte razionale che domina ogni mio movimento perché sono fermamente convinto che con la ragione si può spiegare e affrontare ogni cosa. Eppure anch’io sono in grado di provare emozioni, mica vengo da Marte! E come se mi volessi proteggere, occultando i sentimenti, correndo però il rischio di risultare un guscio vuoto. Nel corso della mia vita devo assolutamente imparare a far interagire il mondo del pensiero con quello delle emozioni, devo far collimare la parte esterna con quella interna, amalgamare la sfera mentale, sempre viva e accesa, con quella emotiva, troppo spesso sconfessata. Perché se mi fermo a riflette anche solo per un istante, comprendo perfettamente che mente e anima devono viaggiare all’unisono, evitando così di mostrare al mondo, e soprattutto a me stesso,  unicamente la mia parte espressiva, a discapito di ogni palpitazione. Solo così posso interagire totalmente e nel pieno della mia integrità col mondo che mi circonda.

  

Ora accendo la radio, mi sono distratto a sufficienza. Devo assolutamente prendere informazioni sugli ultimi accadimenti nel mondo, altrimenti cosa racconto stasera ai miei amici?


CANCRO - io mi difendo

 

 

"Quello che amo va onorato e protetto.

 

Ma la vita che ti dono non mi appartiene.

 

Né mi appartiene il passato.

 

La separazione ha un prezzo

che io devo saldare".

Mi vuoi bene? Sicuro? Perché lo sai che sto male quando non ti sento vicino. E che mi viene la tachicardia se non me lo ripeti almeno sei volte al giorno. Si, ho capito che cosa stai cercando di dirmi, che sarebbe meglio imparare a rinunciare a questa sorta di manipolazione, diventando capace di prendermi cura di me stesso in maniera autonoma invece di sperimentare la mia emotività trasformandomi nella madre di tutti, che nuota nelle lacrime quando gli altri l’abbandonano per evitare di rimanere imprigionati. Il mio impegno nella vita deve orientarsi verso la stabilizzazione delle mie emozioni, diventandone il responsabile ed evitando di incolpare il prossimo per il male presunto che mi vien fatto. Devo tentare di raggiungere un distacco da quel legame affettivo ed emotivo che scorre nelle mie vene e nella memoria psichica, smetterla di piangermi addosso vivendo intrappolato in un passato ormai lontano, vittima pietosa di ricordi che rischiano solo di farmi chiudere in me stesso a discapito della mia vera realizzazione, fatta di maturità e indipendenza emotiva e di capacità di auto-nutrimento. Basta quindi con le tele che nascono come morbide e avvolgenti per poi trasformarsi nelle dure sbarre di un carcere, basta con quell’irrefrenabile istinto protettivo che col tempo diventa soffocante e paralizzante, basta con la brama di possesso emotivo che nasce con strategica dolcezza trasformandosi poi, per chi lo subisce, in amaro veleno.

  

Adesso mi richiudo in casa, nel posto più sicuro al mondo. Ma domani tornate a trovarmi...fatelo per favore...per favore...se davvero mi volete bene.


LEONE - io sono il migliore

 

 

"Amo me stesso

perché amo la vita.

 

Ma con me qualcosa volge al termine:

 

il frutto del mio esistere

 

è conferma della mia potenza".

Scusate, mi ero un attimo distratto. Stavo ammirando la mia splendida immagine riflessa nello specchio. Mi sembra, anzi ne son certo, di irradiare il mondo intero con la mia magnificenza. D’accordo, va bene, ammetto anche se mi costa tantissimo che forse dovrei prima lavorare sulla mia fiducia di base per poi poter così illuminare veramente gli altri e non restare abbagliato da me stesso. Ma questo riuscirò a farlo solo sviluppando autonomamente la mia individualità, senza ricercare continuamente il riconoscimento altrui. Devo impegnarmi a capire che il ruolo del leader devo guadagnarmelo, rinunciando alle apparenze per conquistare invece quel reale potere che nasce dall’azione e dal ragionamento. Di fatto non sono superiore a nessuno (anche questo faccio molta fatica ad ammetterlo) e il mio forte senso d’identità deve condurmi verso gli altri in modo naturale, senza pretendere di brillare per la luce che esigo ricevere dalle persone che si inchinano al mio cospetto, poiché sono io a dover donare luce ed energia così da guidare il mio prossimo senza dover emergere a tutti i costi. Devo imparare ad amare gli altri gratuitamente, evitando di pormi al primo posto o mostrarmi iper generoso solo per ottenere ammirazione. Se sostituirò l’orgoglio con la fiducia in me stesso potrò pian piano fare a meno del plauso che deriva dal mondo circostante e che può rivelarsi ingannevole e quindi per me unicamente dannoso. So essere molto carismatico, estroverso, ambizioso, ho bisogno di lasciare la mia impronta ovunque io vada e qualsiasi cosa faccia. La mia capacità creativa e le mie doti intuitive non hanno pari, però è pur vero che talvolta mi ripiego accontentandomi di riconoscimenti che forse non merito fino in fondo. Però se non vengo riconosciuto mi sento male, un fallito, un vero perdente. E quelli che mi esaltano forse lo fanno per ottenere qualcosa in cambio, non perché veramente pensano le belle parole che mi propongono. A questo punto devo mettermi in testa che devo imparare a brillare naturalmente, senza vantarmi di un prestigio per lo più presunto. Ma questa luce non mi deve intrappolare, non devo rischiare di esserne bruciato a causa del mio egocentrismo, poiché altrimenti faticherò sempre a distinguere la realtà dalla menzogna.

  

Ora mi ritiro nella mia reggia, i miei servitori mi attendono, a palazzo hanno organizzato una un ricevimento in mio onore.


VERGINE - io conservo

 

 

"Inutile conoscere il totale

se non so fare la somma delle singole parti.

 

Amo il dettaglio,

l'essenza dell'esperienza.

 

La perfezione è il fine più importante".

Ecco…questo libro va in questo scaffale, quel quaderno deve stare sulla scrivania…ogni cosa al suo posto. Ci vuole ordine in questa stanza, più ordine! Odio vedere gli oggetti fuori posto, ogni cosa deve essere definita e deve trovare una sua collocazione. Certo, questa meticolosa e affannosa ricerca dell’ordine e della perfezione mi costa molta fatica, oltre che tempo. E forse rischio seriamente di confondermi nei dettagli, perdendo di vista la globalità di quel che sto facendo, faticando poi a trovare il vero significato di un’esperienza proprio perché la mia mente vagabonda tra mille minuzie che annebbiano una
visione più ampia. Probabilmente dovrei usare le abilità che possiedo non tanto per chiudermi nel mio mondo fatto di scrivanie pulite e di libri posizionati in ordine alfabetico, ma per cercare di portare alla luce e in maniera realistica quelle che rappresentano davvero le mie potenzialità, imparando ad affinare le mie risorse e acquisendo le giuste competenze attraverso il reale confronto col mio prossimo, evitando l’eccessiva tendenza a quel perfezionismo che mi assilla e che fa sì che io non riesca ad essere mai soddisfatto pienamente. Eccedo spesso nell’analisi e nella discriminazione al punto tale da rischiare di bloccare qualsivoglia progetto poiché manco di visione prospettica. Devo impegnarmi, nel corso della mia vita, ad avere una visione più globale, devo imparare ogni tanto ad affidarmi, magari talvolta rischiando e sfidando la sorte, in maniera da alleggerirmi del peso della responsabilità che sento sulle spalle e affrontare le esperienze in modo più leggero e avventuroso. Devo smetterla quindi con quelle analisi ossessive e spietate, avendo sempre timore che qualche particolare mi possa sfuggire, altrimenti mi ritrovo sempre ad essere in una perpetua tensione che non mi permette di rilassarmi neppure un istante, devo accettare me stesso e gli eventuali miei limiti, e devo accettare il mio corpo e i suoi molteplici impulsi, diventando consapevole della sua limitatezza, della sua imperfezione, del fatto che non è affatto infallibile, ma al contrario è contaminabile, può essere fonte di squilibrio e di fragilità! Basta con il mio essere così permaloso, pedante e maniacale, non devo aver paura di non essere accettato dalla società, devo prima di tutto io accettare me stesso e trovare una mia propria integrità interiore, in modo da relazionarmi poi con gli altri nel pieno della mia individualità.

 

Sarà meglio tornare alle mie cose, devo archiviare i documenti, sistemare gli asciugamani dal più chiaro al più scuro, prenotare una visita medica generale di controllo…


BILANCIA - io scelgo

 

 

"Per mezzo del confronto

 

osservo la bellezza del dettaglio.

 

La raffinatezza è la mia forza

 

e la ricerca d'equilibrio

 

è fattore imprescindibile". 

E adesso che cosa metto? Meglio i pantaloni azzurri o quelli rossi? Forse quelli azzurri sono più appropriati per la serata. Cielo, non so che cosa fare? Inutile che sorridi, questo è un problema serio! Molto serio. Se sbaglio colore mi sentirò inappropriato, inadatto alla situazione, e questo mi crea scombussolamenti emotivi, inibisce la mia capacità di interagire con gli altri. È davvero un problema. Ma forse il problema più grande è a monte di tutto ciò, risiede dentro me, in quella parte del mio “io” che non mi consente di prendere una posizione definitiva di fronte a un bivio, di abbandonarmi alle emozioni in maniera totalitaria e farmi guidare dall’istinto, in modo da fare una scelta a mente serena, senza essere sommerso da mille paranoie, tentennamenti, indecisioni su che cosa può o non può essere giusto. In effetti fatico sempre molto quando mi trovo innanzi a un bivio, non sono mai sicuro di percorrere la giusta via, sono sempre indeciso sulla strada migliore da intraprendere. La questione della scelta è sempre una costante nella mia vita, questo dilemma non mi abbandona mai. Cerco sempre di armonizzare, di trovare il giusto compromesso, di gestire il tutto con eleganza, cercando anche di non ferire gli altri, pretendo che ogni cosa sia equa, giusta, bilanciata. Ma in questo modo perdo di vista la parte spontanea, quella che contempla l’eventuale errore che è innato nell’essere umano e che devo imparare quindi ad accettare, con tutte le conseguenze del caso. Mi ci vuole più spontaneità, maggior immediatezza, sia quel che sia! Devo imparare, in questo cammino terreno, a lasciar fluire gli eventi, che vadano pure come devono andare, senza controllare parole  e azioni. Una parolaccia ogni tanto me la posso pure permettere. Devo contattare il mondo esterno abbassando le barriere che mi impongono la perfezione, solo così potrò interagire col mio prossimo in maniera serena, apprezzando di conseguenza le emozioni che un qualsiasi tipo di relazione mi suggerisce, evitando di pormi mille domande su quanto una scelta possa davvero essere la più appropriata, altrimenti corro il rischio di non spostarmi mai dal mio status quo, restando immobile, fermo sul sedile della mia automobile, poiché girare la chiave e partire vorrebbe dire prendere una posizione, decidere di avventurarmi verso l’ignoto. Sconfiggere la mia indecisione e lasciar posto alla parte istintiva è il compito che devo assolutamente portare a termine.

 

Come dici? I pantaloni azzurri mi stanno meglio secondo te? Mio Dio, non ne sono certo, ci devo pensare. Provo quelli neri, magari mi fanno più magro.


SCORPIONE - io nascondo

  

 

"Sono il passaggio tra i due mondi opposti.

 

Lo sterco nelle mie mani diventa metallo prezioso.

 

Io ti accompagno verso la morte

 

perché mille volte devi rinascere".

 

 

 

 

Sto elaborando un piano…attendo di colpire la mia prossima vittima…l’attendo qui sulla riva del fiume…non ho fretta, sono certo che prima o poi passerà da queste parti. Non odiatemi per favore, questa è in parte la mia natura. Ma non attacco mai per primo, ricordatelo. Più che altro mi difendo. È la mia risposta ad un oltraggio che rende la mia anima vendicativa, una vendetta che racchiudo nella mia memoria emotiva e che metto a punto nell’attesa di ritrovare l’aggressore sul mio cammino per poi fargli assaggiare il mio veleno. Talvolta sono vittima delle mie pulsioni inconsce, mi ritrovo sospeso tra la vita e la morte. Il mio “io” è in continuo movimento, è in grado di scuotersi di fronte al più piccolo turbamento per poi rivoltarsi in maniera compulsiva e talvolta imprevedibile anche dal sottoscritto. Ma tutto questo emerge da parte mia in modo sempre indiretto, in risposta a un qualcosa che mi sollecita, ecco perché non agisco mai per primo: le mie azioni arrivano sempre come conseguenza di una causa che le ha scatenate. Devo difendere la mia sensibilità emotiva talvolta esasperata, lo riconosco, seppur a farne le spese può essere la mia stessa sopravvivenza, dato che nelle situazioni più estreme, dove non trovo via d’uscita, sono persino in grado di decidere autonomamente per la mia stessa vita, piuttosto che essere vittima di qualcun altro. E’ pur vero che il desiderio di vendetta che cova dentro me è un’arma a doppio taglio, poiché l’odio e il risentimento che provo può risultare pian piano autodistruttivo. Devo quindi lavorare molto, nel corso della mia vita, per cercare di curare prima di tutto le mie ferite, facendo così luce sui miei risentimenti adombrati e sull’odio che porto con me. In caso contrario mi scontrerò sempre con un mondo crudele fatto di rinunce e soprattutto di perdite, restando negativamente vincolato a degli schemi di pensiero che derivano dalla non accettazione delle varie trasformazioni che posso incontrare nel mio percorso, che per quanto difficile da accettare è fatto anche di cose che non bisogna trattenere a tutti i costi tramite un controllo assoluto, che col tempo risulta oltremodo deleterio. Devo accettare di dovermi spogliare degli abiti che indosso…per poi magari rivestirmi con altri indumenti, altrettanto degni.

 

Adesso torno sulla riva del fiume…attendo un mio vecchio collega che quindici anni fa mi ha trattato molto male…ho in serbo una morte lenta per lui...


SAGITTARIO - io vado più lontano

 

 

"Io sono la meta che devi raggiungere.

 

Osserva la freccia,

quella è la direzione.

 

Ma la meta non è il punto d'arrivo,

 

bensì il viaggio.

 

                                          La meta è partire".

 

Domani parto per New York, tra due settimane mi sposterò in Indonesia, poi penso che farò un salto nella Repubblica Sud Africana. Ho sempre bisogno di allargare i miei confini, di esplorare ciò che si trova lontano dal punto di vista psicologico, filosofico e geografico. E porto sempre con me tutta la mia carica vitale e il mio innato ottimismo, benché quest’ultimo talvolta mi rende ingenuo a causa del fatto che non è sostenuto da quel senso critico che mi servirebbe per trovare dei confini che in assoluto non conosco, nemmeno come definizione da dizionario. Sento sempre una grande spinta nello scoprire e nell’imparare cose nuove al di là del territorio a me conosciuto. Ed è talmente forte e viva questa mia sete di conoscenza che credo esista anche qualcosa di non tangibile, che seppur tale merita la mia fede, la quale mi avvicina a tutto ciò che non è propriamente visibile e palpabile ma comunque degno di essere considerato. E’ pur vero che con questo mio approccio filosofico penso sempre di stringere tra le mani la più profonda verità e cerco in tutti i modi possibili di trasmetterla al mio prossimo e il problema giunge nel momento in cui decido di divulgare un fatto pur non avendo una vera e profonda conoscenza del fatto stesso, trasformando la mia parola in banale presunzione. E’ importante per me quindi non solo divulgare, trasmettere, insegnare, ma anche e soprattutto conoscere e questo posso farlo non tanto tramite la meta da raggiungere, ma mediante il viaggio in sé nel quale mi avventuro per arrivare a destinazione. Perché è proprio il viaggio che m’insegna, che mi trasforma, che apre la mia mente e plasma la mia anima, non una presunta meta che poi probabilmente non raggiungerò mai. Tramite questo tipo di esperienza imparo a non avere limiti, a non sentirmi imprigionato da imposizioni di varia natura, a non sentirmi imprigionato persino da quella struttura che porto sempre con me: il mio corpo. Ho bisogno di spazio, di libertà, benché devo comunque tener presente il concetto di spirito e corpo, che devo ad ogni modo imparare a integrare accettandone l’unità, con le presunte limitatezze che quest’accettazione comporta. Voglio elevarmi alla più alta spiritualità, ma non posso purtroppo tralasciare il fatto di dover ogni tanto mantenere i piedi per terra.

  

Adesso corro in aeroporto, altrimenti rischio di perdere il volo per Pechino.


CAPRICORNO - io domino

 

  

"Io incarno il risultato delle tue aspirazioni.

 

Impegno e perseveranza sono per me doti preziose.

 

La vetta raggiunta si trasforma in eterna conquista. 

 

Nel presente divento immortale

poiché al tempo io mi sottraggo."

 

Devo lavorare, poi mi dedicherò al lavoro, infine lavorerò ancora. E’ un’abitudine che forse tende un po’ troppo all’esagerazione, ma sento l’impellente bisogno di portare a termine i miei compiti in maniera autonoma e con grandi dosi di impegno e fatica, senza parlare della sofferenza che mi porto dietro a causa delle conseguenti rinunce che devo fare e del senso di privazione che avverto dentro me come conseguenza. Mi tocca sempre fare i conti con il mio spiccato senso del dovere, coi miei obblighi morali, ecco perché lavoro sodo facendo affidamento sulle mie sole forze e privandomi di altri piaceri, non certo per bontà o senso di altruismo. Tendo sempre al raggiungimento di una completa autonomia e indipendenza, e per questo cerco con tutte le mie forze di mettere in atto quel distacco emotivo che altrimenti sarebbe oltremodo vincolante per il raggiungimento delle mie mete e per l’assunzione di una totale responsabilità nei confronti di me stesso. All’interno dello zodiaco sono certamente quello che deve più faticare, soprattutto nella prima parte della vita, poiché devo mettere in atto una sorta di difensiva nei confronti di un universo freddo e ostile nel quale sono immerso e intrappolato. Questa sorta di chiusura mi porta nel corso della mia esistenza a dover impegnarmi sodo per abbattere pian piano tutti quei meccanismi improntati sulla difesa che ho messo in atto soprattutto durante la mia infanzia e all’interno dei quali resto a lungo intrappolato. Solo riuscendo a smontare questa struttura così rigida e imprigionante potrò contattare la parte più sensibile di me con la quale faccio fatica ad entrare in relazione, risultando così anche agli occhi degli altri non solo rigido, critico, distante, giudicante, intransigente e talvolta spietato, ma anche duttile, malleabile, sensibile, comunicativo, capace di uscire dal mio guscio protettivo e relazionarmi con il mio prossimo.

 

Torno ai miei compiti, ai miei quotidiani impegni, mi attendono diciotto ore consecutive di lavoro.


ACQUARIO - io eludo

  

"Ignoro lo spazio perchè mi sono

liberato delle sue leggi.

 

Amico, tu mi credi lontano ma 

io sono vicino,

tu mi senti vicino

eppure io sono lontano.

 

Io unisco

ma non confondo".

 

Ma quanto sono bravo! Sono la miglior rappresentazione dell’intelligenza, possiedo abilità che mi consentono di risolvere ogni cosa affiancato da una razionalità senza eguali. E della mia conoscenza ne faccio dono, sempre pronto a intervenire di fronte alle catastrofi, alle varie ingiustizie, ai mali del mondo che proprio non posso soffrire, adoperando tutta la mia abilità tecnica e intellettiva. Ma che dici? Devo partire dalle piccole cose? Dovrei cominciare ad esempio con l’aiutare quella povera vecchietta ad attraversare la strada? A tentare di convincere il mio datore di lavoro ad assumere il mio vicino di casa che da tre anni è disoccupato? In effetti il mese scorso ho fatto un grande favore ad un amico, ma se ci penso bene avevo bisogno di ottenere qualcosa in cambio, tipo che mi venisse a sostituire la serratura della porta di casa. Credo proprio che nel mio percorso di vita è necessario ricontattare le piccole cose, cominciare a salvare prima di tutto me stesso da una certa freddezza, da un opportunismo senza eguali, dalla ricerca di un tornaconto che risulta essere la vera meta dei miei atteggiamenti apparentemente benevoli nei confronti del prossimo e dell’umanità intera. Devo in effetti ricominciare da me stesso, aprendo la mia anima a quella purezza e a quell’emotività atte a muovermi verso mete suggerite dal cuore, prima che dalla ragione. Ho bisogno di autenticità, di scambio genuino, di infondere e ricevere calore, onde evitare di inabissarmi in quello strato di ghiaccio che mi allontana dagli altri, così da entrare in contatto con la profondità della mia anima. Perché anch’io ne possiedo una, sai? Solo così potrò vantare a gran voce quei concetti di fratellanza e uguaglianza che tanto vado osannando, in modo tale da rispettare la mia e l’altrui diversità.

 

Si, hai ragione, ti avevo promesso che mi sarei occupato io di quella questione che tanto ti sta a cuore. Appena avrò tempo mi farò sentire. Nel frattempo potresti andare in posta e pagarmi la bolletta della luce?


PESCI - io fuggo

 

 

"Sono il viandante che non ha sosta.

Arrivo e già devo ripartire.

 

Ma ogni mio passo è una meta raggiunta,

 

ogni moto

l'eterna immersione nell'abisso

ove ogni istante io rinasco." 

 

 

Dolce, delicato, sensibile, romantico, un vero sognatore! Queste sono solo alcune delle mie innate qualità. Sono sempre in prima linea se si tratta di dare una mano, di supportare chi prova dolore, di soccorrere gli ammalati, i deboli, i poveri. Riesco ad immedesimarmi nelle situazioni, a comprendere il male altrui, a farmene carico al fine di alleviare ogni tipo di pena. Cerco sempre di difendere, di giustificare le azioni altrui, di perdonare anche il mio peggior nemico.  Come? Stai insinuando che ho anche dei difetti? Credi che mi lamento troppo spesso, che mi emoziono in maniera spropositata, passando dal punto di vista umorale dalle stelle alle stalle. In effetti mi capita spesso, poiché entro nel cuore del problema in maniera così profonda da non riuscire a mantenere quel distacco oggettivo che può sicuramente aiutarmi ad affrontare qualsivoglia questione in maniera più serena, riuscendo ad ottenere migliori risultati. A pensarci bene sono molto vulnerabile, oltre che contraddittorio, tanto da apparire quasi menzognero. Per fortuna tu mi conosci bene, sai che non sono un bugiardo. Diciamo che pendo sempre nella direzione del vento, ma questo non significa che non possiedo una mia integrità. Certo, non devo farti pesare di quella volta che a notte fonda ho attraversato la città perché la tua automobile si era rotta, né di quell’altra volta che ti ho prestato una grossa somma di denaro affinché potessi pagare la rata del tuo mutuo. Ma credimi, queste attenzioni nei tuoi confronti sono state mosse da una sincera amicizia, non come pensi tu, dal mio bisogno di essere riconosciuto e sopravvalutato. Almeno credo… È vero, forse quello che devo imparare in questa vita è ritrovare una mia individualità, perché se mi soffermo troppo sui mali del mondo rischio seriamente di perdere di vista la mia unicità. Perché così facendo finisco inevitabilmente per creare un circolo vizioso, dove tendo a soccorrere i feriti al fine di ricevere gratificazioni dal mondo esterno, invece che trovare dentro la mia anima i miei veri punti di forza, quei valori personali che consentono alle mie gambe di reggermi autonomamente. Ho bisogno innanzi tutto di entrare in intimo contatto con la mia individualità, per poi prenderne il giusto distacco e potermi occupare di chi mi sta intorno, in modo tale da essere spinto verso l’altro unicamente dal desiderio di aiutarlo, senza pretendere riconoscimenti necessari all’appagamento della mia insicurezza personale.

 

Ora devo correre, ho appuntamento con il curato per la pesca di beneficenza a favore dei terremotati.