Per chi sa aspettare c’è sempre un
meraviglioso arrivo.
Le cose belle
hanno il passo lento. – A Cuomo
INTERVISTA A PLUTONE
a cura di Giuseppe Buglino
Io sono l’abisso degli abissi, la tela oscura dell’umana generazione.
Il segno zodiacale che occupo in un dato momento della storia, caratterizza quell’epoca.
Parecchio tempo è trascorso, anni credo, prima di riuscire a farmi accogliere. Un appuntamento che mi ha concesso dopo continui sforzi da parte mia nel tentativo di riuscire ad avere finalmente un approccio. Continuava a farmi sapere per vie traverse che era impossibile, che non riceveva nessuno.
Arrivo nella sua dimora, una stradina impervia che conduce a una interminabile discesa mi fa giungere alla porta d’ingresso. Una casa d’epoca, credo degli anni ’20. Lo vedo. Mi colpisce il suo sguardo fortemente inquietante.
– Io: “Grazie per avermi ricevuto, pensavo che non ci sarei mai riuscito. Quantomeno in questa vita.”
– Plutone: “Ragazzo, non devi credere a tutto quel che si dice in giro. Dicono che non parlo mai con nessuno, che sono un tipo riservato, silenzioso, lento. Non è affatto vero!”
– Io: “Mi scusi se mi permetto, ma i fatti sembrano dimostrare il contrario.”
Sorride a denti stretti, quasi come se il mio volto fosse la rappresentazione della beata ignoranza.
– Plutone: “Ti spiego. Non sono affatto silenzioso. Siete voi che parlate a voce troppo alta e di conseguenza non riuscite a sentirmi. Pochissimi vogliono percepire la mia, tutti troppo impegnati ad ascoltare sé stessi, i propri desideri, le proprie esigenze, tutti avvolti dal proprio egoismo. Nessuno comprende i miei interventi di lenta demolizione e altrettanto lenta ricostruzione. Quando passo io – e non posso passare certo tutti i giorni come fa Mercurio che salta a destra e a manca – cerco di far emergere i contenuti, la profonda essenza, cerco di far emergere la vostra vera natura in relazione al vostro momento di vita e all’aspetto in questione; e quando transito in una determinata casa metto discussione la simbologia che quella casa esprime”.
Resto un po’ dubbioso…
– Io: “Potrebbe spiegarsi meglio?”
– Plutone: “Proviamo a fare un esempio: se un individuo possiede una natura vivace ed espansiva ma l’ambiente circostante, la famiglia, la società, lo hanno sempre costretto a sottostare a regole per lui troppo rigide, quando passo io cerco di lavorare in maniera tale che la vera essenza di quella persona possa emergere, mostrandosi in tutta la sua verità. Prova a pensarci un attimo, quante persone sono veramente se stesse? Rispondi! La maggioranza modifica la propria natura, cerca di farsi accettare recitando una parte che non gli appartiene affatto, mentendo a sé stesso e al mondo intero. Io costringo l’inconscio ad emergere, a far affiorare le pulsioni più profonde, poiché giuste o sbagliate che siano sono comunque le più convenienti per l’individuo in questione.
– Io: “Ma così facendo non rischia di fare dei danni?”
– Plutone: “Ma nemmeno per sogno!! Certo, creo del caos a livello emozionale, ma è solo il preludio a una conseguente armonia comportamentale.”
– Io: “Ma siamo sicuri che suo intervento nelle faccende umane produca reali vantaggi?”
– Plutone: “Cerca di avere una visione più globale dei fatti della vita. Devi considerare l’umanità nel suo complesso. Ciascun individuo può avere vantaggi o svantaggi dal mio intervento, ma questo dipende dalle singole capacità. Di conseguenza vale lo stesso anche sul piano collettivo.”
Smette di parlare. Il buoi intorno a noi.
– Io: “Prosegua per favore.”
– Plutone: “Continueremo la prossima volta ragazzo! Non è possibile svelare tutto e subito. Dimentichi che sono un pianeta lento…molto lento…”