Nessuno è nato sotto una cattiva stella:

ci sono semmai uomini che guardano

male il cielo. – H. H. Dalai Lama

LA PRIMA CASA

a cura di Giuseppe Buglino

La PRIMA CASA si inaugura con l’ascendente, il quale coincide con l’attimo in cui facciamo il nostro primo respiro: un vero e proprio debutto nell’esistenza autonoma, separata dal corpo materno. L’atto di respirare in modo indipendente è la prima affermazione del nostro «esserci», una dichiarazione che implica l’esistenza in modo unico e personale. Nel preciso istante in cui esaliamo le prime molecole di ossigeno, una valvola del nostro cuore si chiude, il sangue scorre nei polmoni e, simultaneamente, i due dispositivi vitali del corpo umano cominciano a segnare il ritmo della nostra vita.

La prima casa natale si collega alla scoperta soggettiva di noi stessi. L’ascendente, che segna l’inizio di questo viaggio, appartiene all’asse della coscienza, e questa sezione del tema natale rappresenta l’ambito delle esperienze che ci portano alla consapevolezza di noi stessi, generando così una vita individualizzata. Il segno all’ascendente rivela la qualità e la natura delle esperienze che, più di altre, ci sono utili ed efficaci per giungere alla consapevolezza della nostra vera essenza.

In un certo senso, il segno all’ascendente simboleggia il «materiale» e gli «strumenti» che ci sono stati conferiti per costruire il nostro senso di sé. Ogni nuova esperienza che intraprendiamo, qualunque essa sia, si collega a un inizio che, pur nella diversità della forma, porta con sé l’energia originaria del nostro primo respiro. Sebbene la forma cambi, l’essenza di quel momento rimane, rinnovando l’ascendente e la prima casa, e rimescolando le carte per un nuovo inizio. Questo settore, pertanto, indica le esperienze fondamentali che ci permetteranno di scoprire chi siamo davvero, rivelando la nostra «diversità» e, di conseguenza, la nostra unicità.

Il segno e il grado dell’ascendente non solo segnalano l’inizio del nostro percorso autonomo e separato, ma indicano anche in che modo, e da quale punto, si apre il nostro scambio con l’Universo. Essi rappresentano il momento in cui entriamo attivamente nel gioco delle forze e delle energie circostanti, che, almeno nella prima parte della nostra vita, costituiscono l’unica prospettiva disponibile rispetto al contesto nel quale ci troviamo, e per estensione, rispetto al mondo intero. Se, ad esempio, abbiamo l’ascendente nel segno della Vergine, saranno esperienze di tipo virgineo quelle che ci aiuteranno maggiormente nella nostra crescita personale. Queste esperienze per noi particolarmente significative, potranno riguardare ad esempio il lavoro, la ricerca di ordine e metodo, o una minuziosa analisi che purifica e distilla la situazione dalla sua complessità, riportandola alla sua essenza. Tali esperienze ci permetteranno di conoscere il nostro punto di vista sulla vita, il nostro atteggiamento di base, che difficilmente potrà prescindere da questi principi di analisi, ordine e metodo.

Nel ciclo della vita, il primo periodo si apre con la nascita fisica, la separazione dal corpo materno, e in questa fase l’esperienza dell’esistenza è puramente istintiva. Al momento della nascita, siamo saturi della sostanza materna che ci ha nutrito per nove mesi, e successivamente veniamo plasmati e influenzati dall’ambiente familiare e culturale. In questa fase iniziale della nostra personalità, viviamo le nostre radici, il nostro passato, l’appartenenza a una famiglia, una nazione, una razza, una cultura e un’epoca.

La seconda nascita avviene quando ci distacchiamo da questa matrice, iniziando a discernere ciò che ci appartiene da ciò che è esterno a noi. È il momento in cui scopriamo la nostra individualità, emergiamo come persone autonome dalla nostra personalità ancora non definita, e ci riscopriamo sotto la luce della consapevolezza psichica e mentale. Questo processo implica il distacco da valori, condizionamenti e influenze che non ci risuonano come autentici, per arrivare a una maggiore sintonia con noi stessi. È il momento di delineare sia le differenze che ci definiscono e che celebrano la nostra unicità, sia le somiglianze che ci fanno sentire parte di un tutto più grande, membri della collettività. Scopriamo il ritmo del nostro essere e gradualmente diventiamo consapevoli del nostro posto e della nostra funzione nel mondo.

Infine, intorno ai 56 anni, avviene una terza nascita, quella spirituale. Mentre la nascita biologica è un evento certo, le seconde e terze nascite sono livelli di consapevolezza che possono essere o meno raggiunti. Le caratteristiche della prima casa natale indicano la via migliore per giungere a questo traguardo. Non esistono obblighi, ma solo potenzialità da esprimere.

La ruota delle case rappresenta dodici forme fondamentali di esperienza che siamo chiamati ad affrontare nel nostro cammino terrestre. Si tratta di un processo in evoluzione, scandito da tempi precisi, che comincia con la nascita fisica, compie il suo ciclo, e poi ricomincia con una nuova nascita a un livello superiore, per culminare in una terza nascita. Questo modello di sviluppo psicologico traccia le tappe del processo di individuazione, che prevede tre livelli di sviluppo, tre nascite del sé.

L’intero percorso coincide con il ciclo di Urano, che in 84 anni compie un’orbita attorno al Sole, suddividendo il cammino in tre periodi di 28 anni ciascuno: il tempo che l’ascendente impiega per percorrere l’intero zodiaco e tornare al punto di partenza.

Non tutti sono destinati a completare l’intero percorso, dipende dalla durata della propria vita, e non arrivare alla fine non implica necessariamente la mancata realizzazione del compito di individuazione. Ognuno è libero di proseguire nel proprio sviluppo, di fermarsi o addirittura di retrocedere.

La Carta Natale, quindi, rappresenta il nostro progetto di vita, descrivendo le potenzialità presenti fin dal momento della nascita e tracciando il modello del percorso temporale che ci guiderà verso la realizzazione di queste potenzialità.

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