E’ proprio quando si crede 

che tutto sia finito,

che tutto comincia. – D. Pennac

L'OTTAVA CASA

a cura di Giuseppe Buglino

L’Ascendente rappresenta la nascita e la prima manifestazione del principio di individualità. Attraverso le case sotto l’orizzonte, l’individuo sviluppa relazioni con gli altri e con l’ambiente, che servono a consolidare la consapevolezza del proprio essere unico e separato. Al contrario, il Discendente segna la nascita del principio di relazione: un nuovo capitolo esperienziale incentrato sul confronto e sulla collaborazione con l’altro. Questo passaggio produce una trasformazione profonda nella coscienza e nel modo di percepire il mondo.

Il Discendente è quindi il simbolo di una seconda nascita, dove gli altri smettono di essere uno sfondo passivo e diventano protagonisti attivi nella nostra vita, instaurando relazioni significative che contribuiscono alla nostra evoluzione. Attraverso queste relazioni, la personalità acquisisce una nuova e più completa comprensione di sé. Pertanto, le case successive al Discendente devono essere lette sia in relazione all’Ascendente (sviluppo della coscienza individuale), sia in relazione al Discendente (evoluzione dell’io attraverso relazioni produttive e trasformative).

L’OTTAVA CASA segue il Discendente e si collega, come la Seconda Casa, al tema dei possessi. Mentre la Seconda Casa si concentra sui beni personali (materiali, fisici, psicologici) che possediamo per esprimere le nostre potenzialità, l’Ottava Casa si riferisce ai beni e alle risorse che derivano dalla relazione. Si tratta di ciò che la relazione stessa ha a disposizione per agire socialmente: dai beni materiali, come il denaro condiviso o ereditato, ai beni psicologici, come l’arricchimento interiore o la trasformazione profonda che può derivare da una relazione intima e coinvolgente.

Tuttavia, i “beni della relazione” non sono una semplice somma dei contributi di ciascun partner. A ciò si aggiunge la qualità del legame: l’atmosfera e la dinamica che si crea tra i membri della relazione. Questa può rivelarsi un fattore altamente positivo, capace di generare crescita e trasformazione, oppure distruttivo, capace di inibire e manipolare.

L’Ottava Casa pone una questione fondamentale: “come utilizzare le risorse, le energie e il potere che scaturiscono dalla relazione formatasi in Settima Casa?” È attraverso le esperienze dell’Ottava Casa che si concretizzano (o falliscono) gli obiettivi della relazione. In questo senso, la Seconda e l’Ottava Casa condividono un tema centrale: la gestione delle risorse. Tuttavia, mentre nella Seconda Casa si tratta di risorse personali, nell’Ottava parliamo di risorse collettive e quindi sociali.

La gestione condivisa di beni e risorse si basa su un principio essenziale: la fiducia reciproca. Questa fiducia concede un potere invisibile e profondo, poiché non richiede permessi o giustificazioni: è un potere silenzioso, ma fondamentale per il funzionamento della relazione. Tuttavia, proprio per la sua natura non controllata, questo potere può facilmente essere manipolato per interessi personali, a scapito del bene collettivo.

Per questo motivo, l’Ottava Casa viene tradizionalmente associata al potere occulto. Questo può manifestarsi in molte forme, da dinamiche politiche e sociali a forme più sottili e manipolative, spesso associate a intrighi, giochi di potere o abusi di fiducia.

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