Lo scopo della vita è l’indagine
del Sole,
della Luna e dei cieli. – Anassagora
ASTROLOGIA e PSICOLOGIA
a cura di Giuseppe Buglino
L’inconscio interrogato con le parole della psicologia non sempre risponde, se vogliamo che ci parli, lo dobbiamo interrogare con un linguaggio simbolico.
Da dove nasce l’alleanza tra psicologia e astrologia?
In un certo senso, le radici di questo legame affondano nella notte dei tempi. Entrambe, infatti, derivano dall’innata esigenza umana di trovare risposte a domande fondamentali, sorte insieme all’uomo: “Chi sono io?”, “Chi è l’altro?”, “Qual è il senso della mia esistenza?”. Ogni epoca, civiltà e cultura ha cercato, nel corso dei secoli, di formulare risposte che dessero significato alla vita e alla presenza dell’uomo nell’universo. Trovare un senso era, ed è, essenziale: senza di esso, l’essere umano rischia di smarrirsi nella disperazione. Anche oggi, come i nostri predecessori, siamo impegnati in questa ricerca, spinti dalla necessità di comprendere il nostro ruolo e il significato del nostro esistere.
Per approfondire questa riflessione, è utile fare una breve digressione storica che evidenzi l’importanza e l’attualità dell’astrologia come strumento nella ricerca di tali risposte. Nell’antichità, il mondo era popolato da divinità capricciose che abitavano il Monte Olimpo. Qui, gli dei trascorrevano il tempo litigando, amando, tradendo, divertendosi e adirandosi. Di tanto in tanto, intervenivano nelle vicende umane, schierandosi ora con alcuni, ora con altri. Questo intreccio tra il divino e l’umano rappresentava una chiave per attribuire significato agli eventi della vita, offrendo una spiegazione simbolica e mitica alle complessità dell’esistenza.
Considerato da questo punto di vista, l’uomo non era molto padrone del proprio destino, ma neppure gli dei, così giocherelloni con le umane passioni, potevano fare tutto quello che volevano: anche loro infatti devono obbedire e sottostare ad Anankè, l’immutabile legge della Natura che tutto ordina.
In quest’ordine ognuno ha il suo posto ed il suo significato e né gli dei, né gli uomini, possono infrangere la legge della Natura che tutto governa. In questo mondo il tempo è circolare, ciclico, lo scopo di ogni ciclo è quello di compiersi, chiudere il cerchio: il fine di un ciclo coincide perciò con la sua fine e l’inizio del successivo. Questo è l’ordine che ci hanno descritto l’astrologia, la mitologia, le cosmologie, le religioni e la filosofia del passato.
Poi, cambia tutto, quest’ordine si rompe: l’uomo fa progetti, inventa e costruisce tecniche che di volta in volta cambiano, sottomettono e sconvolgono le leggi della Natura. Il tempo circolare, privo di direzione, diventa il tempo del futuro, del progresso, del quale non è più possibile scorgere né la fine, né il fine ultimo, poiché ora questi dipendono dal progetto perseguito nel momento presente e si spostano di volta in volta, un poco più in là, lungo la linea retta del tempo futuro.
L’uomo perde così il suo posto nell’universo e con esso il senso della sua esistenza, che è costretto a cercare altrove: cambia la direzione, non più fuori, all’esterno, in un ordine precostituito diventato precario, ma all’interno, dentro di sé.
Le scienze del passato scompaiono, ora spetta alla psicologia, alla psicoanalisi e ad altre discipline il compito di restituire un senso ed un significato alla presenza dell’uomo nell’universo. Inizia così un nuovo viaggio: scomparsi gli dei dell’Olimpo e gli eroi dei miti che davano vita e realtà alle immagini archetipe e agli istinti primari, prende forma il concetto di inconscio collettivo ed individuale, quale loro sede naturale. L’inconscio, interrogato con le parole della psicologia, che sono quelle della ragione che classifica, ordina e vuole comprendere i simboli che abitano i nostri sogni, vivono nell’arte ed esplodono nella follia, non sempre risponde.
Qui entra in gioco l’astrologia che studia l’uomo come la psicologia, ma si fonda su simboli che racchiudono in sé i molteplici, diversi, contraddittori e indefinibili sensi degli archetipi presenti nell’immaginario e nell’inconscio. Nell’uomo vive il simbolo e, se vogliamo che ci parli, lo dobbiamo interrogare con un linguaggio simbolico.
Una carta di nascita è una mappa simbolica delle potenzialità della psiche individuale, un modo per intraprendere il cammino della consapevolezza che porta alla realizzazione del sé, nel senso junghiano del termine, dove risiede il senso e il significato della vita di ciascuno, anche se “per quanto tu cammini e percorra ogni strada, non potrai raggiungere i confini dell’anima, tanto è profondo il suo logos.” (Eraclito)
