Per un uomo conquistare sé stesso
è la prima e più nobile
di tutte le vittorie. – Platone
MARTE: come l'individuo afferma sè stesso ed esprime desideri
a cura di Giuseppe Buglino
– “Perché continui ad aggredirmi?”
– “Non ci posso fare nulla, è tutta colpa del mio Marte!”
MARTE è costantemente diretto da qualche parte, sempre con un obiettivo da perseguire.
Si tratta di un pianeta addetto a sostenerci con tutti i mezzi che ha a disposizione.
Marte svolge una funzione essenziale: quella di sostenere il Sole, proteggendone l’integrità e garantendogli la possibilità di affermarsi nel mondo. È l’energia che agisce in nome del principio solare, difendendolo quando è minacciato e se necessario, passando all’azione con forza e determinazione. Tuttavia è fondamentale non ridurre Marte esclusivamente alla dimensione aggressiva. Prima ancora di essere forza d’attacco, Marte è impulso alla difesa, scatto istintivo che si attiva quando il sé percepisce un rischio per la propria sopravvivenza o identità. Quando la capacità di difendersi si rivela fragile o non pienamente sviluppata, l’energia marziana può deformarsi, trasformandosi in una reazione continua e spesso eccessiva. In questi casi l’individuo sentendosi perennemente esposto a un potenziale pericolo, finisce per adottare l’attacco come strategia primaria: colpire prima di essere colpito, come se l’azione potesse prevenire il dolore, la frustrazione o l’umiliazione che si teme di subire. L’aggressività diventa allora una forma indiretta di auto-conservazione, un modo per presidiare il confine del proprio territorio interiore, laddove la vulnerabilità non trova altri strumenti per manifestarsi. In questa prospettiva Marte non è solo il guerriero che combatte, ma anche il guardiano che veglia: la sua funzione profonda risiede nella capacità di proteggere l’identità solare, garantendole lo spazio necessario per esprimersi in pienezza e autenticità. Quando questa protezione si fa eccessiva o distorta, è spesso il segnale di una ferita non riconosciuta, di un senso di insicurezza che cerca nell’azione impulsiva una via per sopravvivere.
Marte, insieme al Sole e a Plutone, costituisce la triade maschile fondamentale all’interno dello zodiaco, incarnando energie archetipiche di potere, volontà e trasformazione. Questi tre pianeti si manifestano con particolare vigore fin dall’inizio del cerchio zodiacale, nel prorompente segno dell’Ariete, dove Marte regna sovrano come simbolo di forza primordiale, coraggio e vigore combattivo. Qui la sua energia si esprime soprattutto come difesa dell’identità personale, protezione del nucleo solare che costituisce il nostro centro più autentico.
Contrariamente a quanto comunemente si crede, Marte non è il primo a scatenare l’offensiva. Il suo movimento è innescato da uno stimolo esterno, da un’aggressione percepita che lo sprona a reagire per tutelare ciò che rappresenta il Sole di ciascuno di noi: la nostra essenza, la nostra volontà di esistere e affermarci. In questa prospettiva Marte si configura come un esercito che difende la patria con ferma determinazione, agendo secondo una naturale istintualità che viene però sempre modulata e raffinata dalla posizione astrologica nel tema natale. È il segno in cui si trova, la casa che attraversa e gli aspetti che intreccia con gli altri pianeti a definire le modalità concrete di questa difesa, conferendole sfumature uniche e profondamente personali.
Il rapporto tra Marte e il Sole è un sodalizio incessante, una danza sincronica in cui il primo sostiene instancabilmente il cammino del secondo. Il Sole infatti incarna il progetto di vita, l’autoaffermazione e il destino individuale, mentre Marte ne è il braccio operativo, l’energia che permette al progetto di emergere nel mondo attraverso l’azione e la forza di volontà. Si potrebbe dire che il Sole detta la rotta, tracciando la direzione da seguire e Marte ne è il fedele esecutore, pronto a superare ogni ostacolo che si frappone tra il sé e la realizzazione del suo scopo. In questa dinamica emerge una profonda sinergia: il Sole rappresenta l’ideale, la meta, la luce guida; Marte è la spinta, il vigore che rende possibile l’avanzamento, l’impulso che trasforma il potenziale in realtà. Entrambi, insieme, riflettono il cuore pulsante dell’individuo che non solo desidera esistere, ma pretende di farlo con forza e consapevolezza.
Ma che cosa accade quando Sole e Marte si trovano in conflitto all’interno della carta natale? Quando questi due archetipi fondamentali si scontrano, si apre una tensione interna che si traduce in difficoltà nel mettere in pratica i nostri progetti più autentici. La naturale sinergia tra impulso e direzione, tra volontà e azione, viene meno, e con essa svanisce la spinta fluida che ci conduce verso la piena affermazione di noi stessi. In queste condizioni, il dispositivo energetico che la natura ha predisposto per guidarci nell’agire rischia di essere mal utilizzato, come se lo strumento che dovrebbe permetterci di realizzare i nostri desideri venisse maneggiato senza la dovuta armonia. Quando Sole e Marte sono in quadratura o in opposizione, si crea un’oscillazione disorientante: il Sole, custode della visione e dell’intento, elabora progetti chiari e significativi, ma Marte, l’energia esecutiva, sembra muoversi in una direzione differente, talvolta addirittura contraria. Ne deriva una dissonanza che si traduce non solo in confusione e frustrazione, ma soprattutto in una profonda insoddisfazione rispetto ai risultati ottenuti, lontani da quelli desiderati. Questa dinamica può generare un senso doloroso di inadeguatezza. L’individuo si percepisce come incapace di manifestare compiutamente le proprie potenzialità, come privo degli strumenti necessari a gestire la propria vita e a realizzare i sogni custoditi nel cuore. È come se un muro invisibile si frapponesse tra il volere interiore e l’azione concreta, lasciando spazio a dubbi, insicurezze e un senso di impotenza.
Tuttavia l’Astrologia Umanistica ci offre una prospettiva più luminosa. Il tema natale non rappresenta una condanna immutabile, bensì l’impronta originaria di un percorso in divenire, un invito a riconoscere e lavorare sulle contraddizioni interne che la nostra psiche porta con sé. La vita si configura come un viaggio lungo e complesso, disseminato di prove e sfide, attraverso le quali possiamo gradualmente riconciliare questi opposti apparenti. Ogni difficoltà diventa così un’occasione di crescita, un banco di prova dove imparare a integrare e armonizzare le energie in conflitto. Queste prove ci conducono verso una maggiore consapevolezza e padronanza di noi stessi, permettendoci di trasformare la tensione originaria in forza creativa. In tal senso il viaggio evolutivo è uno spazio sacro di redenzione e trasformazione, in cui l’impronta del tema natale si arricchisce, si modifica e si eleva, aprendoci alla possibilità di manifestare con più autenticità e potenza la nostra identità.
