I legami più profondi
non sono fatti né di corde né di nodi.
Eppure nessuno li scioglie. – L. Tze
LA QUARTA CASA
a cura di Giuseppe Buglino
La cuspide della QUARTA CASA segna l’inizio di un asse che possiamo immaginare come la colonna vertebrale del tema natale, la spina dorsale che sostiene la capacità di ciascuno di concretizzare la propria individualità. Nota come Fondo Cielo, questa cuspide rappresenta simbolicamente la “mezzanotte” dell’esistenza, il punto più profondo e radicato, dove affondano le nostre origini e si diramano le radici che alimentano la nostra identità.
La Quarta Casa è il luogo del senso di appartenenza, delle fondamenta su cui poggiamo per innalzarci, sicuri di non essere sradicati e trascinati via dalle vicissitudini del destino, come foglie al vento prive di un ramo che le sostenga. È ciò che ci dà stabilità: la protezione di una casa, un rifugio, e per estensione la patria, intesa come spazio simbolico di radicamento e sicurezza. Questo settore ci accompagna ovunque, in ogni età e luogo, poiché il segno che occupa la cuspide indica la natura delle nostre radici, il materiale simbolico con cui sono fatte, e il tipo di esperienze che ci fanno sentire “a casa”.
Tradizionalmente, questa casa è associata alla famiglia e all’atmosfera che abbiamo respirato durante l’infanzia nel contesto familiare. Tuttavia, la percezione di questo ambiente varia da individuo a individuo: fratelli cresciuti nella stessa famiglia possono avere esperienze completamente diverse, ognuno sintonizzato su determinate correnti e vibrazioni, influenzato dal segno che governa la cuspide della propria Quarta Casa. Ciò dimostra come il tessuto familiare, pur condiviso, sia percepito e interiorizzato in modo unico da ciascun membro.
Le esperienze legate alla Quarta Casa ci guidano verso la ricerca del nostro centro, della nostra stabilità. Qui impariamo a stare in piedi da soli, spostando il baricentro della nostra sicurezza dall’esterno verso l’interno. Non sono più la casa, la famiglia, o surrogati di questi elementi a definire il nostro equilibrio, bensì l’esperienza interiore della nostra soggettività e del nostro senso di appartenenza. Da radici comuni a tutta l’umanità, passando per quelle specifiche della nostra cultura e famiglia, possiamo innalzarci verso una forma unica di stabilità, che diventa il nostro “porto sicuro”.
Il secondo quadrante dello zodiaco apre le porte al sentimento. Se la Prima Casa rappresenta l’impulso creativo che ci orienta a essere un individuo unico, e la Seconda Casa ci spinge a scoprire e utilizzare le risorse per realizzare questo scopo, la Terza Casa ci mette di fronte ai limiti e alle opportunità offerti dall’ambiente. In Quarta Casa, tutto ciò si integra e si stabilizza, trasformandosi, attraverso esperienze emotive, nella sostanza stessa di cui siamo fatti. È il sentimento di avere radici, di appartenere, che ci rende radicati e ci protegge dallo sradicamento.
Una volta, il concetto di “patria” incarnava realmente un sentimento condiviso, un senso di appartenenza profondo. Oggi, invece, questa parola è svuotata di un significato univoco e viene riempita soggettivamente da ognuno. Paradossalmente, solo chi si sente ben radicato e stabile può scegliere, senza destabilizzarsi, quali “radici” accettare e quali lasciare andare.
La dinamica è, in fondo, molto semplice: possiamo lasciare una casa per costruirne una nuova solo se abbiamo alle spalle un’origine solida, una struttura che ci ha supportato. In caso contrario, resteremo perennemente in cerca di un rifugio, inseguendo un senso di appartenenza che sembra sempre sfuggirci.