Qualsiasi sciocco può fare qualcosa di
complesso; ci vuole un genio per fare
qualcosa di semplice. – P. Seeger
LA SESTA CASA
a cura di Giuseppe Buglino
Con la SESTA CASA si chiude l’emisfero inferiore della carta natale, il quale racchiude il percorso di sviluppo individuale. Dalla Prima alla Quinta Casa, si susseguono esperienze che, pur diverse tra loro, condividono un obiettivo comune: la progressiva costruzione della personalità. In questa fase, l’ambiente gioca un ruolo fondamentale, fungendo da supporto e cornice per il consolidamento dell’io. Si tratta di un processo lineare, orientato “in avanti”, che favorisce la crescita personale, salvo l’intervento di ostacoli significativi.
Con la Sesta Casa, però, questo processo subisce una battuta d’arresto. Qui incontriamo esperienze di crisi, concepite per spingerci a ridefinire il nostro rapporto con noi stessi e con il mondo circostante. Non si tratta di una semplice pausa, ma di un momento di rottura, preludio al cambiamento che si realizzerà nella Settima Casa. Queste esperienze ci invitano a rivedere la percezione che abbiamo di noi stessi e dell’“altro”, preparandoci a una transizione importante.
La Sesta Casa è, dunque, il territorio delle crisi e dei limiti. Arriva subito dopo la pienezza della Quinta Casa, che offre l’ebbrezza dell’amore, l’orgoglio di un figlio, la gioia del rischio e della creazione. Invece, la Sesta Casa ci mette di fronte all’amore che svanisce, al figlio che delude, al rischio che si trasforma in paura. È qui che ci confrontiamo con la sconfitta e l’inadeguatezza, con la sensazione di non essere all’altezza di ciò che pensavamo di poter fare o diventare.
Queste sono esperienze che ci mettono di fronte ai nostri limiti, siano essi fisici o mentali. Ci troviamo a fare i conti con una nuova e impietosa scoperta di noi stessi: non più in termini di ciò che possiamo realizzare grazie all’abbondanza – salute, energia, creatività, o l’appoggio di chi ci ama – ma in relazione a ciò che possiamo ottenere disponendo di molto meno. Poca salute, poca forza, un ambiente ostile o indifferente. La domanda che la Sesta Casa ci pone è: “Che cosa fai di te stesso in queste condizioni?”
Questo settore rappresenta un confronto con la sostanza più profonda di chi siamo realmente. È un momento di ridimensionamento, ma anche di verità: nelle esperienze della Sesta Casa emerge il nocciolo duro della nostra essenza. Tuttavia, l’esito di queste esperienze dipende dal nostro atteggiamento. Possiamo accettare il fallimento come una lezione, abbassare la testa con umiltà, imparare nuove tecniche, adottare approcci diversi, e rimetterci in gioco con ciò che ci rimane. Oppure possiamo cedere alla frustrazione e perdere la strada, intrappolati in un circolo vizioso di esperienze negative che consolidano il senso di fallimento.
Le esperienze della Sesta Casa non sono mai semplici o scontate. Ogni progresso richiede sforzo, fatica e soprattutto umiltà. È necessario riconoscere di non essere ciò che si credeva, accettare la necessità di imparare, di sottoporsi a una disciplina, e di partire dal basso per ricostruire. In questo senso, la Sesta Casa è associata a tematiche come la salute – che va preservata con cura e attenzione – i doveri quotidiani, la responsabilità, il lavoro e la necessità di rispettare norme e regole.
La gerarchia e la burocrazia, spesso richiamate nei testi tradizionali, rappresentano metaforicamente l’ordine che dobbiamo interiorizzare: un percorso che ci insegna, passo dopo passo, ad affrontare la realtà con rispetto, obbedienza e perseveranza.