Ci fosse anche solo
una possibilità… Giocala! – V. Rossi
LA SETTIMA CASA
a cura di Giuseppe Buglino
Tradizionalmente, la SETTIMA CASA è associata al matrimonio, alle società di lavoro e agli affari. Tuttavia, il suo significato più profondo risiede nella capacità di consolidarsi attraverso la relazione con l’altro. Qui avviene l’incontro, il riconoscimento e la cooperazione con l’altro, in modalità che vanno oltre la semplice valorizzazione o limitazione del sé. La Settima Casa riguarda relazioni stabili, fondate su partecipazione e responsabilità reciproca, dove ogni individuo ha un ruolo definito. È in questo contesto che troviamo il matrimonio e le collaborazioni professionali: luoghi in cui l’altro viene riconosciuto come pari e dove lo scopo della relazione supera il mero interesse personale.
Nelle case precedenti, tutte le relazioni ruotavano attorno all’io: definirlo, radicarlo, espanderlo o contenerlo. È solo con la Settima Casa che la relazione stessa diventa il fulcro dell’esperienza. Qui la relazione non è un mezzo per l’affermazione individuale, ma un’entità autonoma che impone regole e scopi sovra-individuali.
Ogni relazione ha uno scopo, che i partecipanti possono rispettare in misura maggiore o minore. Ad esempio, una società d’affari potrebbe perseguire esclusivamente il profitto dei suoi membri o anche contribuire al progresso collettivo, rispettando principi e valori. Analogamente, un matrimonio potrebbe risolversi nella ricerca egoistica di soddisfazione personale oppure mirare alla costruzione di una famiglia e al benessere condiviso. Le regole di queste relazioni, formalizzate da istituzioni politiche, religiose o economiche, sottolineano il loro carattere collettivo e il superamento degli interessi individuali.
Nonostante la Settima Casa riguardi il matrimonio, non è qui che si vive l’amore in senso romantico. Né è il luogo di interessi personali, sebbene riguardi società e collaborazioni. Piuttosto, è la casa della condivisione di responsabilità e della partecipazione a un progetto più ampio. L’inizio di queste relazioni è spesso marcato da riti e cerimonie che sanciscono la loro nascita e ne sottolineano l’indipendenza dagli individui che vi partecipano, conferendo loro una struttura e un sistema di regole autonomo.
Il ruolo dell’individuo all’interno di una relazione può inizialmente essere confuso. Sarà solo attraverso l’esperienza quotidiana che si chiariranno le funzioni e le responsabilità di ciascuno. La Settima Casa ci mette di fronte a domande cruciali: quale ruolo assumiamo nella relazione? Quali responsabilità siamo pronti a condividere? Siamo disposti a superare rapporti personalistici, centrati sull’interesse individuale, per abbracciare una cooperazione autentica, orientata verso un bene comune?
Il matrimonio e le società d’affari rappresentano esempi di relazioni in cui l’interesse collettivo è strettamente intrecciato alla felicità personale dei partecipanti. La riuscita di un matrimonio, ad esempio, è spesso strettamente legata alla felicità individuale dei coniugi.
In un certo senso, la Settima Casa rappresenta una seconda nascita. Le sei case precedenti hanno dato forma e sostanza all’io, emerso nella Prima Casa. Qui, l’esperienza della relazione e del riconoscimento dell’altro restituisce un “feedback” che ci invita a ridefinire e trasformare l’immagine che abbiamo costruito di noi stessi.
Il segno presente alla cuspide della Settima Casa indica le modalità e le energie con cui possiamo affrontare e vivere al meglio queste relazioni, offrendo una chiave per comprendere come cooperare e partecipare in modo più autentico e armonioso.