Nettuno in Ariete: un nuovo ciclo di Visione e Rinascita
a cura di Giuseppe Buglino
Il mistero dell’invisibile, l’immersione nell’inconscio collettivo, l’illusione e la disillusione, il sogno che dissolve le barriere della realtà, l’intuizione profonda, il legame con l’ineffabile, l’arte di lasciarsi andare, il flusso delle emozioni, la ricerca del sublime, la visione oltre la forma, il potere della spiritualità, il dissolversi delle certezze, la fusione con l’Assoluto, l’empatia universale, il sogno che guida l’anima, la confusione creativa.
Il velo che copre la verità, la perdita dei confini, la sospensione del giudizio, la dispersione, il rinnegamento del concreto.
Questo è NETTUNO.
Da sempre la tradizione ci ha tramandato un’immagine di questo pianeta intrisa di disorientamento, illusione, assenza di oggettività, ansia e perdizione. Un ritratto che sembra avvolgere l’anima di chi vi si avventura in un turbine di confusione e smarrimento, come se il cammino fosse un labirinto senza uscita. Tuttavia, questa visione, pur essendo radicata nel corso dei secoli, appare oggi come una rappresentazione che può sembrare superata, se non addirittura primitiva, priva della ricchezza di sfumature che solo un’oculata introspezione può svelare. L’idea di un mondo governato dall’irrazionale, dalla nebbia dell’illusione e da una continua oscillazione tra speranza e disperazione, è certamente potente, ma forse ha perso il suo mordente nel contesto di un’umanità che cerca sempre più di dare un senso al caos, di affrontarlo con un approccio più consapevole e meno fatalista. Se da un lato le antiche interpretazioni riflettono un’epoca in cui l’incertezza e la paura del futuro erano i compagni inevitabili dell’esistenza, oggi possiamo esplorare il pianeta da una nuova angolazione, che non esclude le sfide ma invita anche alla comprensione e all’integrazione di una realtà più complessa e affascinante.
Nettuno, questo enigmatico e affascinante pianeta, sembra talvolta prendersi gioco di noi, come se si divertisse a sfidare la nostra individualità. Quella stessa identità che abbiamo faticosamente forgiato, che ci è costata sudore e sacrifici, che abbiamo cercato di affermare con determinazione. Nettuno non ha alcun interesse nel celebrare i nostri trionfi o nel riconoscere il valore di ciò che abbiamo costruito. Al contrario, il suo scopo sembra essere quello di dissolverlo, di farci tornare indietro, al punto di partenza, agli albori dell’essere, quando la nostra essenza era pura e lontana da qualsiasi omologazione. È come se il pianeta volesse sfidare ogni tipo di conformismo, spingendoci a mettere in discussione le definizioni rigide e le strutture che abbiamo creato per noi stessi.
L’immagine che più frequentemente si associa a Nettuno è quella della “perdita di confini”, un concetto che va ben oltre il semplice abbandono delle certezze materiali. Si tratta di un movimento che spinge il nostro “io” verso l’evasione, verso l’abbandono di ciò che è previsto, di ciò che è determinato dalla mente cosciente, dal pensiero organizzato e soprattutto, dalla rigida disciplina che ci lega al comune senso civico. In questo processo, Nettuno ci invita a scomparire, a dissolverci in realtà più vaste, più grandi, a perdersi per ritrovarci in una dimensione nuova e ignota, che purtroppo, è difficile da comprendere appieno.
Le sensazioni che Nettuno suscita, in questo processo di dissoluzione, sono familiari a tutti, in quanto rappresentano uno degli aspetti più universali dell’esperienza umana. Chi non ha mai sentito la spinta ad evadere, a fuggire dalle limitazioni imposte dalla società, dalle convenzioni, dalle aspettative? Eppure, spesso non comprendiamo appieno il vero significato di queste esperienze. Il pianeta non ci avverte dei rischi oggettivi della sua influenza, delle possibili perdite di sé che comporta, né delle sfide psicologiche che ci pone di fronte. Eppure, se non siamo fatti di una materia troppo rigida, quelle sensazioni di dissoluzione dell’individualità ci sono tutte, ed è raro che riusciamo a coglierne il risvolto più profondo: una potenziale unione con qualcosa di più grande, con l’ignoto, un’esperienza che può portarci alla vera conoscenza, ma che ci costringe a lasciar andare ciò che pensavamo di essere per diventare parte di un disegno più ampio, misterioso e talvolta inquietante.
L’azione di Nettuno è come un potente fluido che sfuma e dissolve ogni limite, ogni confine che ci separa dal resto del mondo. Il suo scopo è abbattere le barriere, demistificare la separazione che abbiamo creato tra noi stessi e gli altri, tra noi e l’universo stesso. In un gesto di profondissima trasformazione, Nettuno ci invita a superare tutto ciò che è finito, determinato, chiuso, portandoci in un territorio in cui la fluidità regna e l’esperienza si fa unione, fusione. È la promessa di trascendenza che si cela nel cuore di ogni essere umano, un cuore che, per poter davvero ascoltare e rispondere a questa chiamata, deve svuotarsi di ogni giudizio e prudenza.
L’incontro con Nettuno non è quello con una verità già stabilita, né con le consapevolezze che ci siamo guadagnati attraverso l’interazione quotidiana con il mondo tangibile. Il pianeta ci conduce in un regno altro, dove le leggi dell’oggettività non si applicano, dove le risposte non sono più date in termini di lotta o di vittoria. Qui, Nettuno ci mostra la vulnerabilità dell’animo umano: esperienze di totale impotenza, frustrazione e smarrimento. Ma – e qui sta la grande lezione – non ci chiede di combattere, poiché il nemico che ci minaccia in questo spazio non ha volto. Non è qualcosa da temere, né da fronteggiare, ma da abbandonare. È una lezione di fiducia, di fede, di resa: abbandonarsi al flusso, permettere che la corrente ci porti là dove il razionale non può giungere.
Dobbiamo dimenticare chi pensiamo di essere, ciò che crediamo di sapere su noi stessi, per riscoprirci più consapevolmente. La vera consapevolezza che Nettuno ci offre è quella di riconoscerci parte di un tutto più grande, misterioso e sconosciuto. È come il ritorno, prima della nascita, a quella condizione di unione, invisibile e inconsapevole, con i nostri genitori, dove la separazione non esisteva e il nostro destino era interamente fuso con quello degli altri. È un’esperienza che tocca le corde più intime dell’animo, una sorta di “rinascita”, in cui il confine tra l’io e l’universo si dissolve, lasciando spazio solo alla percezione di una grande connessione che ci sovrasta, ci sostiene e ci abbraccia.
In un tema di nascita, un Nettuno particolarmente stimolato può rivelarsi una porta magica che ci connette con il mondo dell’arte, quel regno che trascende la realtà tangibile e si fa spazio per l’espressione dell’anima. L’arte è infatti il riflesso di una dimensione “oltre”, dove le leggi del concreto si piegano al mistero, all’intuizione, alla bellezza. È un veicolo che ci permette di esplorare la nostra percezione del mondo in modo diverso, accedendo a uno spazio che unisce il sogno alla realtà, l’immaginazione alla materia. Nettuno in tal senso è la forza che spalanca questo varco, rendendo più facile la connessione con quella dimensione eterea che sfugge alla razionalità.
Ma Nettuno non si limita a risvegliare solo l’artista che è in noi. Il suo tocco può anche aprire la porta all’inconscio collettivo, quello spazio profondo e misterioso che racchiude le memorie archetipiche dell’umanità. Le immagini, le voci, i simboli che emergono da questo inconscio sono universali, ma allo stesso tempo profondamente personali, e hanno il potere di risvegliare gli archetipi sepolti nell’anima di ciascuno. Ciò che emerge da questo contatto con il collettivo può essere illuminante, ma anche sconvolgente, poiché ci costringe ad affrontare ciò che di più primitivo e ancestrale è nascosto dentro di noi.
Come tutte le energie potenti, Nettuno può anche condurre lungo strade oscure, là dove la realtà si fa confusa e sfocata. Se il cammino della vita si inceppa, se la ricerca di significato si perde nell’inquietudine, Nettuno può portarci verso le voci della follia, quelle che sfidano ogni logica, destabilizzano la nostra percezione e ci allontanano dalla concretezza del vivere quotidiano. Può spingerci verso il rifugio illusorio delle droghe, delle dipendenze o di qualunque altra via che ci prometta una fuga dalla sofferenza. Ma queste fughe sono effimere, illusorie, e alla fine non fanno altro che acutizzare la sensazione di smarrimento.
Eppure, questa è solo la superficie del mistero che Nettuno porta con sé. È solo l’inizio di un cammino che, se affrontato con consapevolezza, può rivelarsi una straordinaria opportunità di crescita, di connessione e di esplorazione. La sfida di Nettuno è quella di navigare tra le sue due facce: quella di un mondo affascinante ma rischioso, che ci invita a dissolvere i confini dell’io, e quella di un mistero che, pur spingendoci verso l’illusione e l’inganno, ha anche il potere di svelarci verità più profonde e più autentiche.
Nettuno in fondo ha sempre un unico scopo: spingerci ad andare un po’ più in là, a varcare un limite che ci appare come una barriera, ma che in realtà è solo un confine della nostra percezione. Quando siamo attraversati dal transito di Nettuno, ci troviamo di fronte a una sorta di chiamata spirituale, una voce interiore che ci invita a superare le rigidità della nostra mente razionale per entrare in contatto con dimensioni più profonde e sottili. Ma, prima di addentrarci in questa esperienza, è utile aprire una piccola parentesi. Nel corso della nostra crescita, la coscienza si sviluppa attraverso una serie di divisioni che separano il nostro essere dall’esperienza originaria di unità. Quando eravamo nell’utero materno, vivevamo in uno stato di fusione totale con l’ambiente che ci circondava, un senso di appartenenza e completezza che si perde nel momento in cui veniamo alla luce e cominciamo ad affrontare il mondo esterno. È proprio in quel momento della vita, in cui iniziamo a sentire il peso della separazione, che Nettuno entra in scena. Il suo intento è riportarci a quel senso di unità, quella percezione di armonia che abbiamo conosciuto nel ventre materno, ma che abbiamo poi smarrito durante la crescita.
Nettuno quindi non cerca semplicemente di farci “andare oltre” in un senso intellettuale o mentale, ma punta a unificare le parti di noi che spesso separiamo. La sua influenza ci invita a fare pace con il nostro sistema emozionale, quella parte di noi che tendiamo a trascurare a favore della mente razionale. Perché è proprio questa separazione, questa disconnessione tra sentimento e intelligenza, che ci impedisce di vivere in armonia con noi stessi. L’intelletto, certo, è indispensabile: ci permette di affrontare i problemi, di trovare soluzioni, di navigare nel mondo tangibile. Ma il sentimento è altrettanto vitale: è ciò che dà valore alle cose, che rende le nostre esperienze davvero significative, che ci permette di entrare in sintonia con le sfumature più sottili della vita.
Nettuno, con la sua energia fluida e misteriosa, ci sfida a superare la divisione tra questi due poli, a farli coesistere in un equilibrio che ci permette di vivere una realtà più completa, dove il pensiero e l’emozione non sono più nemici, ma alleati in un cammino di crescita e di consapevolezza. La sua forza ci spinge ad andare oltre, sì, ma non nel senso di fuggire dal mondo, piuttosto nel senso di riscoprire un’armonia profonda che va al di là delle apparenze, delle definizioni, e che ci riporta all’essenza di ciò che siamo stati, di ciò che siamo e di ciò che potremmo diventare.
Con i transiti di Nettuno, ci viene chiesto di tornare a sentire, non solo a pensare. Questo è il richiamo del pianeta che ci spinge a ricollegarci con una parte di noi che è stata forse messa da parte nel corso degli anni, quella che ci permette di comprendere non solo ciò che proviamo nel profondo, ma anche ciò che gli altri sentono. È la parte di noi che facilita l’empatia, che ci aiuta a entrare in connessione a un livello più profondo, al di là delle parole, in un modo che va oltre il linguaggio verbale. È il livello che ci consente di sostenere, incoraggiare e, soprattutto, risanare. In fondo, Nettuno è il grande risanatore, colui che ci offre l’opportunità di guarire, non solo in senso fisico, ma soprattutto emotivo e spirituale.
Quando siamo attraversati dai transiti di Nettuno, il nostro orientamento naturale tende a spostarsi verso gli altri. Iniziamo a sentire un impulso più forte a prenderci cura di chi ci circonda, a scoprire la nostra parte più umana. Ci troviamo immersi in una sensibilità che si espande, che ci consente di percepire più profondamente ciò che accade dentro di noi, ma anche ciò che si muove nell’animo degli altri. È come se Nettuno ci facesse comprendere che siamo parte di qualcosa di più grande, di un sistema che ci include e che ci lega a tutti gli altri. Non possiamo fare a meno di sentire il battito di questo sistema, ed è proprio in questo senso che ci sentiamo partecipi della vita in un modo più completo e consapevole.
Non dobbiamo però cadere nell’idea che i transiti di Nettuno abbiano come unico scopo quello di renderci vaghi, confusi o disorientati. Certo, la confusione che Nettuno porta con sé può essere sconcertante, ma è anche un segnale che ci invita a lavorare su un aspetto fondamentale della nostra esistenza: il nostro senso di realtà. Quando ci sentiamo smarriti o incerti, Nettuno ci sta suggerendo che forse è il momento di rivedere le nostre certezze, di esplorare quei territori che ci siamo abituati a ignorare, quei luoghi dove il razionale non può arrivare. La confusione, quindi, non è mai fine a sé stessa: è il segno che qualcosa di più profondo sta emergendo, qualcosa che merita attenzione.
Nettuno è il pianeta che ci invita a riconciliarci con il nostro sistema emozionale, quel lato di noi che troppo spesso mettiamo in secondo piano a favore della razionalità e della logica. Non voglio dire che dobbiamo escludere la mente o la ragione – queste sono facoltà fondamentali per affrontare la vita quotidiana, risolvere i problemi e giungere a soluzioni impensabili. Tuttavia i sentimenti e l’universo emotivo sono altrettanto essenziali. Se la mente ci guida nel risolvere le difficoltà pratiche, il sentimento ci permette di attribuire valore alle esperienze, di dare significato alle nostre scelte e alle nostre relazioni.
Nettuno dunque ci aiuta ad allargare la nostra sensibilità, ad ampliare la nostra capacità di sentire, di comprendere, di percepire le sfumature più sottili della vita. Ci insegna che, se sentiamo, non stiamo solo vivendo in modo passivo, ma stiamo partecipando attivamente al grande flusso dell’esistenza. In questo modo, Nettuno ci spinge a riconoscere che siamo parte di un sistema molto più vasto e interconnesso, che ogni nostra emozione, ogni nostro sentimento, è un segno di questa connessione profonda che ci unisce agli altri e al tutto che ci circonda.
Nettuno rappresenta la perdita dei confini, quella dissoluzione dell’io che ci permette di diventare parte integrante dell’universo, fondendoci empaticamente con l’altro. È un’esperienza che, in qualche modo, tutti abbiamo provato. Tuttavia, raramente siamo riusciti a coglierne il significato profondo: la perdita di sé non è un abisso di smarrimento, ma un processo di unione con qualcosa di più grande e misterioso, che sfida ogni definizione e ogni delimitazione.
Nettuno lavora per sfumare e dissolvere i confini che ci separano dalla totalità, per abbattere ogni barriera che ci impedisce di sentirci parte di un tutto più vasto. Elimina ciò che è finito, determinato, concluso, perché la sua essenza risiede nel fluire, nel non essere mai rigido, nel non essere mai definitivo. Non c’è spazio per ciò che è statico sotto l’influenza di Nettuno. Ciò che è compiuto e concluso è opposto al suo desiderio di estensione e fusione.
La sua azione mira a donarci l’esperienza di unione e fusione con gli altri, di connessione profonda con la vita stessa e con l’intero universo. È un’esperienza che trascende la nostra individualità e ci invita a lasciare andare l’idea che siamo entità separate, isolate. Quando Nettuno entra in gioco, siamo chiamati a vivere una realtà fluida, in cui i confini tra sé e l’altro non sono più definiti, e l’esperienza di separazione si dissolve in una maggiore consapevolezza di connessione e interdipendenza.
Ciò che Nettuno ci offre non è quindi una mera fuga dalla realtà, ma una riscoperta di una realtà diversa, in cui l’ego perde il suo controllo per fare spazio a una percezione amplificata e inclusiva, che ci riporta a un senso di unità. È come se Nettuno ci suggerisse che la vera comprensione del nostro essere non può venire dalla separazione, ma dall’integrazione, dalla fusione con ciò che ci circonda. In questo processo, siamo chiamati a lasciarci andare, a fidarci dell’invisibile, a diventare parte di quel flusso che ci collega a tutto e a tutti.
Nettuno brama la trascendenza che risiede nel cuore di ogni uomo. È la forza che ci spinge verso un livello superiore di consapevolezza, un ritorno a quella dimensione originaria di unità che, purtroppo, perdiamo nel corso della nostra crescita. È come il cerchio che si chiude, la fine che si ricongiunge all’inizio, ma non in modo banale, bensì su un piano più elevato, dove le divisioni non sono più separazioni, ma momenti di evoluzione e di trasformazione.
Da un punto di vista fisico, Nettuno rappresenta la nascita, quel momento in cui il corpo separa il suo cammino da quello della madre. È un distacco doloroso, ma al contempo una liberazione che apre le porte a nuove esperienze. La separazione è il primo passo verso l’individuazione, verso la nostra esistenza come entità separate, eppure intimamente legate a tutto ciò che ci circonda.
Dal punto di vista psicologico, il percorso che Nettuno ci invita a compiere è quello della lenta e spesso difficile costruzione della nostra identità. L’individuo si definisce in relazione all’altro: è attraverso la scoperta del diverso e dell’uguale che cominciamo a comprenderci, a identificare chi siamo. Questa identificazione, tuttavia, non avviene in modo lineare, né senza conflitti. Scopriamo di essere uomini e non donne, bianchi e non neri, e attraverso queste definizioni escludiamo ciò che non ci appartiene, costruendo la nostra identità proprio attraverso ciò che lasciamo fuori.
Ma Nettuno ci chiede di superare questo processo di esclusione e definizione rigida. La sua spinta trascendente è quella di mostrarci che la vera identità non può essere separata dal tutto. Ci invita a dissolvere le frontiere che ci definiscono, a lasciare andare le etichette che abbiamo costruito per noi stessi e a riscoprire un senso di unità più profondo, dove l’individualità non è più una separazione, ma una parte di un sistema molto più ampio, che ci collega a tutti gli esseri viventi e all’universo stesso.
Il 30 marzo 2025 Nettuno fa il suo ingresso nel Segno dell’Ariete, segnando l’inizio di una fase di profonda trasformazione e di iniziazione spirituale, che potrebbe cambiare radicalmente il nostro modo di percepire l’energia e la motivazione interiore. L’Ariete, segno di fuoco, impulsivo e pionieristico, è da sempre associato alla spinta verso l’azione, al coraggio e alla ricerca di nuove frontiere. Ma quando questo segno si fonde con l’energia di Nettuno ci troviamo di fronte a una combinazione che potrebbe sembrare paradossale.
L’Ariete ci spinge ad agire con determinazione e coraggio, a prendere iniziative, a non temere la sfida. Nettuno, con la sua influenza dissolutiva, ci invita a lasciar andare il controllo, a rilasciare la necessità di definire e delimitare ogni cosa. Il risultato di questa combinazione è una spinta verso l’azione, ma un’azione che non è più puramente egoica o pragmatica. Ora, agire non significa solo perseguire obiettivi materiali o visibili, ma anche seguirci verso un cammino che può sembrare incerto, ambiguo, dove l’ispirazione e l’intuizione prevalgono sulla razionalità.
In questo transito, l’energia di Nettuno nell’Ariete ci invita a esplorare la nostra identità in modi più fluidi e profondi. L’Ariete tende a essere un segno che afferma il sé con forza e determinazione, ma Nettuno lo spinge a comprendere che il vero coraggio non risiede nel controllo e nella rigidità, ma nella capacità di adattarsi, di abbandonarsi al flusso della vita, senza temere di dissolversi nel grande tutto. Questa è un’opportunità per liberarci dalle strutture e dalle definizioni che abbiamo creato per noi stessi, aprendoci a una nuova versione di noi, meno ancorata alla forma e più legata alla nostra essenza più profonda.
Durante questo transito, è probabile che molti di noi si sentano chiamati a esplorare nuovi orizzonti, non solo in termini di azioni concrete, ma anche nell’ambito spirituale, artistico o emotivo. Le azioni intraprese durante questa fase potrebbero sembrare più orientate verso un fine superiore, che va al di là della gratificazione immediata. L’Ariete ci dà la spinta iniziale, ma Nettuno ci guida lungo un percorso che richiede fiducia, abbandono e la capacità di lasciare andare l’idea di un risultato predefinito.
L’ingresso di Nettuno nell’Ariete non è solo un invito a lanciarsi in nuove sfide, ma a farlo con una mente più aperta, senza paura di affrontare l’ignoto e di abbracciare il mistero che ogni nuova iniziativa porta con sé. È un invito a riscoprire la potenza della nostra energia vitale, non solo per affermare noi stessi nel mondo, ma per unire l’azione al cuore, l’intuizione alla decisione. Questo transito potrebbe essere visto come una chiamata a fondere la forza del guerriero interiore con l’energia visionaria di chi è pronto a seguire il proprio destino, anche quando esso sembra sfumare nei contorni dell’incertezza.
Sarà così fino a marzo 2039.
