di Annamaria Gabrielli
Stavo lavorando all’analisi delle carte natali di una coppia di mia conoscenza quando ho avuto un’intuizione improvvisa. Inaspettatamente, davanti agli occhi, mi è apparsa in tutta la sua evidente chiarezza, l’analogia tra gli effetti prodotti dai transiti planetari, nei loro passaggi sui nostri temi, e gli effetti avvertiti dai partner di una coppia quando si instaura una relazione.
Mi si è aperta una nuova possibilità, uno nuovo strumento, un’angolazione aggiuntiva nell’analisi dei temi di coppia, che mi consente di apportare maggiori sfumature nell’interpretazione stessa.
Partiamo dall’inizio, ovvero da una qualsiasi relazione e da cosa cambia in noi quando ne instauriamo una.
Lei o lui prima non c’erano, poi compaiono nella nostra vita e tutto cambia. A volte è una bufera, un tornado che ci travolge e mina le fondamenta. Altre volte una brezza gentile che ci accarezza e ci culla, toccando corde di noi mai esplorate. Altre ancora uno sconvolgimento dei sensi, più forte di noi, più forte di tutto. Le possibilità sono infinite, ma quel che è certo, è che qualunque cosa accada, comunque si evolva la storia, non si può più tornare indietro. Il meccanismo si è messo in moto e qualcosa dentro di noi è stato toccato ed è mutato per sempre.
Ma in che modo è stato toccato?
In astrologia, lo strumento che ci aiuta nella comprensione di queste dinamiche, si chiama sinastria. Tramite la sinastria si comparano le carte di nascita di due persone che entrano in relazione. La tecnica è applicabile a qualunque tipo di relazione, ma viene usata prevalentemente per le relazioni di coppia, le relazioni amorose.
Utilizzando una serie di parametri mettiamo a confronto le due carte natali e questo ci permette di fare delle ipotesi su come potrebbe essere il rapporto tra quelle due persone. Se per loro sarà facile avere un’intesa o se, al contrario, dovranno lavorare molto, se ben intenzionate, affinché la suddetta intesa ci sia.
Un rapporto implica crescita personale e voglia di mettersi in gioco in favore di questa nuova entità. Che non è più Io, che non è più Tu, ma che diventa Noi. Non la fusione, non la somma delle parti, ma qualcosa di diverso, qualcosa di super partes che deriva da me e da te, in cui possiamo trovare un po’ di me e un po’ di te ma, soprattutto, possiamo trovare Noi, la nostra storia, possibile o impossibile. Tutta da costruire a partire da quella materia prima che mi appartiene, da quella materia prima che appartiene a te, per arrivare ad un risultato che è comunque sempre in divenire. Come del resto in divenire sono Io e sei Tu.
In astrologia è ben chiaro come tutto sia sempre in movimento: lo stesso moto continuo che vediamo in cielo si ripete dentro di noi incessantemente scatenando azioni e reazioni in un divenire fluido e ininterrotto, promotore di evoluzione e cambiamento.
Astrologicamente parlando, per poter identificare questo Noi, è necessario riuscire a comprendere cosa deriva dall’interazione fra i due temi, insomma la sinastria. I pianeti dell’uno comparati ai pianeti dell’altro.
Ed è proprio in quel gioco di fusione e differenza che scatta l’alchimia della relazione. È osservando queste correlazioni che possiamo comprendere il modo in cui quelle due persone si rapporteranno tra di loro.
Nello studio dei temi di una coppia, uno dei parametri che viene osservato è dato dalla sovrapposizione dei temi delle due persone. In questo modo i pianeti dell’uno vengono idealmente a posizionarsi in un punto qualsiasi del tema dell’altro che inevitabilmente corrisponde ad una determinata casa astrologica, ovvero ad un settore esperienziale. Ed è proprio lì, nella casa in cui il pianeta verrà a trovarsi, che esprimerà la sua azione.
Con questa tecnica particolare esaminiamo, nello specifico, le prerogative con le quali una persona agirà sull’altra; come potrebbe stimolarla; come potrebbe aiutarla a far venire fuori lati nascosti e inesplorati; come potrebbe supportarla. Oppure portare alla luce difetti o debolezze offrendo così all’altra persona la possibilità di essere più consapevole, di migliorarsi e di crescere. Viceversa potrebbe agire in maniera nociva, in casi estremi, tossica o comunque non sana ai fini di un’evoluzione costruttiva e armoniosa.
In effetti i pianeti dei rispettivi grafici, con le loro posizioni reciproche, con il loro entrare in contatto, agiscono sull’altra persona e creano dinamiche inedite. Attivano esperienze, toccano corde vergini e contribuiscono all’evoluzione della persona stessa che dal rapporto trae ispirazione per la propria maturazione.
Maturazione che non riguarda più quindi solo la coppia, il Noi, in quanto tale, ma che diviene maturazione e crescita personale. Come dire che in una relazione entrambi i partner accendono reciprocamente sentimenti, paure, idee, emozioni, interessi, magari fino a quel momento non manifestatisi nell’altro. La lista potrebbe essere infinita.
Per comprendere il meccanismo supponiamo che, sovrapponendo i due temi, il Chirone di un partner venga a trovarsi, nel tema dell’altro, in un punto all’interno della I casa.
Potremmo ipotizzare che la persona portatrice di Chirone, in linea con la sua simbologia, spalmi un balsamo rigenerante sul primo settore di quello dei due partner che lo riceve. E questi forse si sentirà più forte, più sicuro di sé nel manifestarsi al mondo. Potrebbe trovare nuovo vigore e magari avvertire di aver sanato intoppi antichi.
Oppure immaginiamo che la Venere dell’uno cada nella VII casa dell’altro, quella in cui si esprime appunto il rapporto stabile e il modo in cui noi lo concepiamo. Qui il pianeta del bello, dei sentimenti gentili, dell’affettività non può che stimolare la voglia di stare insieme, la voglia di amore e magari di un rapporto stabile e duraturo. E anche se la persona che riceve questo influsso fosse refrattaria a questo tipo di scelta, ne avvertirà sottilmente lo stimolo. È ovvio che non possiamo sapere se poi darà corso all’inedito impulso.
Supponiamo infine che il Sole di uno dei due partner si trovi nella XII casa dell’altro, quest’ultimo si sentirà spronato nell’esplorazione delle proprie qualità nascoste, sarà portato a contattare la propria parte
spirituale, la parte più lontana e forse dimenticata, magari inconscia.
Ed è a questo punto che ho notato l’analogia.
Questi pianeti del nostro partner che si posizionano in corrispondenza di determinati settori del nostro vissuto esperienziale e che vanno a stimolarlo, hanno sul nostro tema e quindi su di noi, esattamente lo stesso effetto che hanno i pianeti transitanti in cielo quando intercettano le nostre case natali. I pianeti del partner ricalcano la modalità con cui quei passaggi che ben conosciamo, esplicano la loro azione su di noi e ci influenzano.
Tutti noi abbiamo provato la portata di ciò che accade quando un pianeta transitante in cielo si trova ad attraversare simbolicamente un determinato settore del nostro tema natale. Qualcuno di noi avrà sperimentato lo sconvolgimento che può portare nella nostra vita lavorativa un Urano di transito in VI casa. Altri la conoscenza ampia di noi stessi che può conferire un Nettuno transitante in I casa. Altri ancora le restrizioni materiali che un Saturno transitante in II ci può far conoscere. E così via.
Quando incrociamo l’altro, nel nostro intimo avviene una piccola o grande rivoluzione, una rivoluzione sovrapponibile appunto a quelle provocate in noi dai transiti planetari.
Così come i pianeti transitanti in cielo entrano simbolicamente in contatto con il nostro tema e le sue dinamiche, allo stesso modo, quasi a rappresentare una volta celeste, la persona con cui instauriamo una relazione, con il suo personalissimo cielo, con il suo tema natale unico, verrà ad interagire con noi e con il nostro quadro astrale creando quelli che non mi sembra azzardato definire: Transiti Sinastrici.
Possiamo ipotizzare che anche questi transiti, analogamente agli altri, vengano avvertiti con maggiore intensità nella fase iniziale, ossia nei primi tempi della relazione. Ma che comunque continuino ad agire e a far sentire il loro influsso per tutto il periodo in cui si troveranno in quella posizione.
Ovvero, fintanto che ci si troverà il nostro partner.
Ognuno di questi transiti quindi, diventerà una sorta di transito permanente, o almeno tale sarà per tutta la durata della relazione stessa. Un transito permanente che ci trasformerà con la sua malia.
Tuttavia, anche se è vero che gli stimoli saranno molteplici, non è altrettanto certo che noi saremo pronti ad accoglierli o ad assecondarli. Sicuramente non tutti, e anche in questo possiamo rilevare un’affinità con i transiti planetari.
Il cielo, o in questo caso il partner, suggerisce e propone, poi sta a noi accogliere e fare nostro, o meno, l’impulso ricevuto. Il transito sinastrico con la sua esortazione sarà però avvertito in ogni caso.
Così come i normali transiti, anche questi potrebbero avere su di noi un’azione sottile o, all’opposto, essere avvertiti come qualcosa di impetuoso e travolgente. In ogni caso ci stimoleranno con il loro contributo e magari ci doneranno un’immagine diversa di noi stessi. Potrebbero far sì che ci amiamo e che ci accettiamo di più; oppure potrebbero portare alla luce caratteristiche di noi che non conoscevamo ancora consentendoci di accoglierle nel nostro nuovo Io; ovvero potrebbero farci soffermare a riflettere e a notare specificità mai esplorate prima.
In ogni caso ci stimoleranno a cambiare, ad evolvere magari addirittura a modificare il nostro assetto di fondo.
Quando instauriamo una relazione quindi è come se su di noi agisse tutta una serie di transiti di varia natura che ci scombussolano, che ci cambiano, che ci fanno pensare, magari sognare. Che ci portano ad apprezzare cose che prima di allora non avevamo mai considerato o, al contrario, che ci fanno venire a noia qualcosa che prima amavamo.
Allora quel palpito, quel fremito, quel friccicorio potrebbero non essere altro che l’azione esercitata da quei pianeti. E il partner transitante potrebbe durare lo spazio di un attimo oppure rimanere in transito con noi per sempre.